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«Sono condannato a restare a fare quello che faccio perché sono una persona responsabile».
«Il 50% degli italiani della sinistra, non mi vede bene, il 50% sì, ma finirebbe di vedermi bene se io mancassi di senso di responsabilità. Io potrei fare il mio interesse personale di abbandonare la politica dopo 5 anni di governo, potrei anche pensare di attaccare le scarpe al chiodo. Così però perderei la stima e l’affetto del 50% degli italiani. Non posso permettermi di chiudere la mia avventura umana in questo modo. Quindi resterò perché, ahimé, oggi non ritengo di essere fungibile come leader che tiene insieme la coalizione di centrodestra».
Nel commentare la decisione del governo di ritirare anticipatamente i soldati italiani dall’Iraq: «Si espone il paese a una perdita di credibiilità internazionale per un periodo che è risibile. Noi avevamo già trattato per un ritiro alla fine dell’anno, anticipare di tre mesi vuol dire esporsi a una figuraccia».
Quanto alla possibilità che l’attuale maggioranza possa cadere alla prova parlamentare sulle missioni internazionali: «State tranquilli: non vanno a casa. Sono incollati alle poltrone del potere».
Sullo scandalo del calcio e dell’imminente sentenza della Caf.: «Non si possono punire i tifosi e i calciatori in nome del criterio della responsabilità oggettiva. Le sanzioni devono riguardare chi ha sbagliato ai vertici. Quello che dico è quello che mi scrivono non solo i tifosi del Milan, ma anche quelli di Juventus, Fiorentina e Lazio. Noi tutti non accetteremmo sanzioni ai tifosi, alle squadre, quando da punire sono i singoli che hanno sbagliato. Sarebbe il caso di far ripartire il prossimo campionato con le squadre attuali e prendersi il tempo necessario per fare giustizia senza fretta».
On. Silvio Berlusconi, 14 luglio 2006
ci siamo vergognati venerdì, 14 luglio 2006 alle ore 17:15
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