Ci vergognamo per loro
Vergognose citazioni di persone senza vergogna

 

«C’è un fantasma che si aggira per l’Occidente e, come l’internazionale del terrore, osserva una (de)struttura a rete, e come essa non rende chiari e inequivocabili i suoi fini. È l’internazionale del buonismo. (...) L’internazionale del buonismo non ama andare oltre l’ammantarsi di slogan ambigui eppur rassicuranti, dalla pace ai diritti umani, dal dialogo fra civiltà e religioni all’antimilitarismo belante e sciocchino etc».

«Eppure l’internazionale del buonismo è riuscita negli ultimi vent’anni a convergere su una strategia: la paziente e graduale erosione dei vantaggi competitivi militari dell’Occidente. E ci sta riuscendo. La vicenda del fosforo bianco impiegato a Falluja è solo l’ultima di una road map che fa riferimento a tale strategia. Si cominciò a suo tempo con le mine antiuomo, di cui quasi tutto l’Occidente se ne è allegramente privato facendo bene attenzione che i reali fornitori di tali ordigni alle guerre più recenti non facessero altrettanto; si proseguì con l’uranio impoverito, sul quale non si è dimostrato un bel niente, tanto che organizzazioni anglosassoni di reduci l’hanno espunto dalle liste di cose su cui impostare cause di servizio; non ci si è fermati con le cluster bomb, su cui tanto amava discettare la Sgrena, il che non merita altri commenti; si è scoperto l’uovo di Colombo con le small arms, come se le armi da scannamento più diffuse al mondo fossero di marchio Beretta e non Kalshnikov e relative copie cinesi, nordcoreane, Pattume di Varsavia, etc».

«Ecco ora la scoperta dell’arma di distruzione di massa (così l’ha definita una professoressa universitaria con ambizioni da esperta di politica internazionale) fosforo bianco, su cui si è montato un caso del quale non vale la pena spenderci oltre. Infatti, il problema reale è relativo a cosa vogliamo fare dei nostri strumenti militari. Devono essi fare la guerra in maniera più efficace, efficiente e rapida possibile? Vanno limitate le perdite nostre? Vanno salvaguardati gli obiettivi e gli impieghi decisi politicamente? Allora bisogna operare nelle migliori condizioni non solo difensive, ma anche offensive, ragionevolmente possibili. Per questo si abbisogna però di strategie informative proattive (quindi non solo reattive) che contrastino quelle di approccio indiretto e di magistrale propaganda messe in atto dagli utili idioti (espressione leniniana) di cui si alimenta l’internazionale del buonismo».

«(...) non si riesce a comprendere la pericolosità dell’internazionale del buonismo sugli effetti di lungo periodo, che saranno assai maggiori di quelli che deriveranno dall’internazionale del terrore».

Lorenzo Striuli, L’internazionale del buonismo è peggio di Al Qaeda, in L'opinione, 29 novembre 2005

ci siamo vergognati giovedì, 01 dicembre 2005 alle ore 17:11 | commenti (7) | permalink