«Fatti come quelli accaduti a Londra non si affrontano con la testa rivolta alle urne del 2006. Se si teme che possa accadere davvero anche in Italia, a Roma, Milano o in altra città, c’è davvero bisogno di uno stato di emergenza e di leggi speciali.» [...]
ci siamo vergognati martedì, 12 luglio 2005 alle ore 09:18
| commenti (17) | permalink«Quelle bombe nel metro di Londra sono un atto di guerra. Dopo New York e Madrid, sono un atto di guerra chiaro contro l’Occidente. Dichiarata esplicitamente anche contro il nostro Paese. Si può fare finta di niente, ritenere la minaccia non veritiera, e spiegarne anche il perché. Non è accettabile però vedere rispondere a un atto di guerra con piccole misure di ordine pubblico del tutto sproporzionate e inadeguate. Le anticipazioni dei contenuti del decreto legge che il ministro dell’Interno, Beppe Pisanu, ha intenzione di portare in Consiglio dei ministri questa settimana fanno immaginare l’utilizzo di un’aspirina per estirpare un tumore. Se la situazione non fosse tragica, la sola idea di estendere ai pentiti di Al Qaeda la cosiddetta «legge don Benzi», quella immaginata per liberare dalla schiavitù le prostitute nigeriane, farebbe sorridere.» [...] «Un Paese serio non discute in questo frangente di cose così piccole. Si chiede se esistono o meno i motivi di un restringimento delle libertà costituzionali in nome di una sicurezza così difficile da garantire. La certezza dell’immunità non l’avremo comunque. Ma vale la pena chiedersi alla luce del sole se l’emergenza è tale da dovere rimettere in discussione almeno temporaneamente libertà che ci sembravano naturali e acquisite. Da quella di movimento a quella di pensiero, per citare quelle fondamentali.» Franco Bechis su Il Tempo, 11 luglio 2005 |