Ci vergognamo per loro
Vergognose citazioni di persone senza vergogna

 

«“La verità vi renderà liberi”. Magari non farà vincere le elezioni, specie in un Paese ancora avvelenato da un vecchio modo di fare politica e ammorbato da un linguaggio "politicamente corretto" che confonde e nasconde problemi, soluzioni, valori e ideali. Ma ci renderà liberi. E allora è giunto il momento di dirla forte e chiara questa verità, senza remore, a partire da un’autocritica necessaria e onesta: se un errore lo abbiamo commesso, noi che abbiamo creduto al progetto di Silvio Berlusconi e della Casa delle Libertà, è stato quello di essere troppo timidi, di cercare il compromesso in maniera anche ingenua, di non saper comunicare, o meglio ribadire, i valori e i "sogni" che i nostri ideali portano in sé. Ma oggi è la realtà a chiamarci, a svegliarci, a darci coraggio: in questi giorni strani, apparentemente complessi, in cui veniamo investiti da un’ordalia di parole e di commenti ipocriti e fasulli, è giunto il momento di vincere la timidezza e di abbandonare l’eccessiva prudenza. Ebbene, la prima, grande verità è che Silvio Berlusconi ha alzato la testa e, a costo di rimetterci il suo governo e la sua carica di Presidente del Consiglio, sta offrendo al Paese la possibilità di un futuro migliore, in cui veramente esista una forza politica e sociale riformatrice, moderna, capace di fare argine ai poteri forti e a quelle istituzioni internazionali che ormai decidono i nostri destini e giocano con le nostre vite. Oggi, in Italia e non solo, lo scontro non è più fra una destra e una sinistra tradizionali: da noi, la cosiddetta sinistra è in realtà il ricettacolo di tutti i più biechi conservatorismi, ha legami profondi e dichiarati proprio con quei "poteri forti" che hanno portato l’Europa sull’orlo della disperazione. È così da anni. Da quando, rovesciando su chi si permetteva di dissentire la consueta dose di insulti e delegittimazione, si è deciso di accettare una moneta unica mal pensata e male introdotta.
Che l’euro fosse un’opportunità non lo nega nessuno. Che si sia trasformato con il tempo in uno strumento di vessazione per i cittadini e di disperazione per il mercato dell’export, è ormai così evidente che non dovrebbe nemmeno essere necessario sottolinearlo. Stiamo parlando delle stesse istituzioni che, a fronte di una crisi spaventosa e perdurante di tutto il continente europeo, si rifiutano di intervenire per aiutare la competitività nei confronti dei colossi asiatici emergenti. E qui non si tratta solo di una questione economica, ma di giustizia sociale: innanzitutto, è impensabile impostare un mercato globale ove alcuni degli attori rispettano le regole mentre per altri le regole non esistono. La conseguenza, ovvia, è che i secondi invadono il mercato con merci a bassissimo costo e ci mettono in ginocchio. La seconda considerazione, ed è un pilastro della giustizia sociale e dei diritti umani, è che ben venga l’apertura a nuove realtà commerciali, ma non al prezzo di sopportare la schiavitù e lo sfruttamento di esseri umani, donne e bambini. Dove sono i campioni della giustizia e dell’uguaglianza, quando si parla dei diritti dei lavoratori in Cina? Dove si nascondono? Quali interessi li spingono a voltare lo sguardo? Ipocriti. Ipocriti che non dicono mai la verità, ma la immolano sull’altare di giochetti politici e di potere che ci danno la nausea. I commentatori "neutrali" fingono di non sapere che Silvio Berlusconi ha accettato di rischiare tutto in nome dei propri ideali. I commentatori di parte (sinistra) fingono di indignarsi di fronte alla crisi del centrodestra, e manifestano un nervosismo incomprensibile: ma come? Dovrebbero essere felici, esultare, fregarsi le mani. E allora perché non lo fanno? Perché, al di là delle dichiarazioni di facciata, hanno colto negli attuali avvenimenti quello che è per loro il vero rischio: che qualcuno cominci a dire la verità, solo la verità, e a farlo senza pensare a vittorie elettorali o a poltrone da mantenere, ma per onestà intellettuale. L’onestà intellettuale, categoria da sempre sconosciuta a gran parte della sinistra nostrana, muove le montagne.
Magari si scontra con l’opposizione di chi con la realtà ci gioca per piegarla a proprio vantaggio: ma prima o poi sfonda, viene percepita, guida i popoli verso la libertà e la consapevolezza. Ecco perché la sinistra ha paura. Perché oggi si sta giocando una partita ben più importante rispetto a quella politica nazionale. Oggi siamo di fronte a una svolta epocale, ancor più che in passato. Si tratta di una vera e propria rivoluzione, pacifica, intellettuale e pratica, che chi comincia a intuire l’inganno porta nel cuore. Milioni di persone aspettano solo una chiamata. Avete visto che sta succedendo in Francia? Avete ascoltato, anche se un’informazione drogata e a senso unico fa di tutto per tacerla, la voce dello scontento che sale in tutto il continente? Signori, i nostri sinistri burocrati assecondano i burocrati europei per pura sete di potere. Non hanno ideali o soluzioni. Non possono fare nulla per migliorare le vostre vite, e nemmeno gli interessa. Il loro intento è di conquistare le poltrone e di servire un padrone malvagio, che vuole fermare il tempo, le novità, vuole affondare i sogni e le aspirazioni di ogni individuo seppellendoli sotto una coltre grigia che rischia di soffocare la libertà. Vedrete come andranno d’amore e d’accordo; vedrete come saranno tolleranti con un eventuale governo Prodi, i burocrati europei. E poi chiedetevi il perché. Chiedetevi perché chiunque tenti di opporsi a questa oligarchia invisibile si trovi costantemente sotto attacco. Chiedetevi quali interessi impediscano alle istituzioni continentali di intervenire per arrestare il declino di tutti noi. Chiedetevi dove sta la verità. E, infine, guardate nei vostri cuori. Perché lì troverete la risposta a queste domande. Cancellate la propaganda, i "teatrini", le chiacchiere: guardate voi stessi, ascoltate i valori e gli ideali che parlano in voi, provate a pensare a chi, di fronte a una situazione di crisi e di insoddisfazione diffusa, sta cercando faticosamente, contro tutto e tutti, di offrirvi un avvenire diverso. Certo, Silvio Berlusconi avrà commesso errori come ogni altro essere umano. E ne avranno commessi i suoi alleati, anche i più sinceri. Ma gli errori si correggono, aiutano a migliorarsi, mentre valori e gli ideali non mutano: a questi dobbiamo guardare. E dobbiamo ringraziare il presidente del Consiglio, che con coraggio sta rischiando tutto, perché la battaglia è fra i valori e gli ideali di un mondo di libertà e il grigiore ipocrita di un’oligarchia di burocrati senza umanità. Ed è il momento che ognuno di noi scelga veramente da che parte vuole stare».
 
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, su “il Giornale” del 21 aprile 2005

ci siamo vergognati sabato, 23 aprile 2005 alle ore 11:15 | commenti (4) | permalink