«La città usa denaro pubblico per finanziare un festival omosessuale dove si esibiscono pornostar mascherate da artisti. Questa invasione barbarica oltraggia la fede e la ragione dei cittadini».
ci siamo vergognati domenica, 29 ottobre 2006 alle ore 10:07
| commenti (17) | permalink«Qui si contrabbanda per cultura l'interesse di una lobby. Siamo alla mistificazione. L'ennesima». «Mettere in scena la masturbazione o piccanti rapporti omosessuali è forse un servizio sociale primario? Verrà mostrato un video con un attore che esplora, attraverso l'autostimolazione, le possibilità del piacere, della soddisfazione erotica. C'è una doppia aggravante: il presunto evento è stato presentato in pompa magna da autorevoli rappresentanti istituzionali che dovrebbero avere a cuore la sensibilità di tutti i bolognesi, e non solo di quelli con problemi di genere. E, ancora più grave, l'iniziativa è realizzata col contributo degli assessorati». «A Bologna tira aria malsana; alcuni rappresentanti istituzionali sembrano ancora fermi alla concezione dell'"indottrinamento delle masse"». Commento non firmato su "Bologna Sette", settimanale della diocesi bolognese e inserto domenicale di "Avvenire", a proposito del Festival "Gender Bender" dedicato alle identità sessuali e sostenuto dagli assessorati alla cultura di Comune, Provincia e Regione, 29 ottobre 2006
«Avevo appena aperto la porta, e oddio...»
ci siamo vergognati sabato, 28 ottobre 2006 alle ore 17:13
| commenti (17) | permalink- Oddio cosa? «Vedo quello lì che esce dal bagno» - No! «Sìììììì, guardi è stato terribile. Mi sono sentita mancare» - Mancare quanto? «Sfibrata» - Addirittura sfibrata «Violentata» - Violentata? «Stuprata. Ecco, stuprata» - Onorevole, adesso deve rilassarsi «Mi avevano detto che i problemi con l'onorevole Guadagno...» - ... Vladimir Luxuria «Io lo chiamo come lo chiama il presidente della Camera: onorevole Guadagno Vladimiro» - Calma, lo chiami pure come crede «Dio, Dio!» - Bisogna mantenere i nervi saldi in momenti delicati come questi «Ero convinta che avessero trovato una soluzione» - Quale soluzione? «Ma che ne so! Mi dicono che in alcune palestre hanno messo i bagni per quelli come lui. Questo Palazzo è pieno di bagni, gliene trovino uno per lui» - La percezione che Luxuria ha del proprio corpo è tutta femminile «Si faccia tagliare il pisello. Se lo tagli e allora venga pure nel bagno delle donne. Perché non lo fa?» - Onorevole Gardini «Ta-glia-te-looooo!» - E' un po' imbarazzante parlare con lei «E' stata una cosa schifosa. Fisiologica, non psicologica» - Promette che non se la prende? «Prometto» - Sembra isterica «Disgustata. Ho avuto persino delle difficoltà di ordine fisico a trattenermi in quel bagno» - Vabbè «Sono grintosa, ecco» (...) - Anche se le può apparire ingiurioso, si aggiunge dell'altro. E cioè che la sua scenata sia un tentativo di far dimenticare la magra figura rimediata al microfono delle Iene «Cosa?» - Cos'è la Consob? Ricorda? Non rispose «Ma se è stato Guadagno a provocare tutto questo can can! Un alluvione di dichiarazioni, di prese di posizioni, di telefonate. Ancora non riesco a terminare la lettera di protesta che voglio inviare ai deputati questori. Già lo so, i giornali scriveranno a suo favore. Voi giornalisti siete moderni, noi della destra i retrogradi e i razzisti» - Lei si è appunto augurata un busto ortopedico che tenesse dritta la schiena dei giornalisti «Non nego che l'immagine sia stata un po' forte» - Ce ne fosse gente con la sua grinta! «Però voi dovete essere più obiettivi. Lui è maschio? Vada nel bagno dei maschi!» - Vabbè. «Sono piena di passione per questo lavoro. La politica mi prende tutta» - Si vede. «Sono spigolosa» - Donna di carattere. «Forte» - Anche molto corteggiata. «Sempre tantissimo in vita mia. Ieri come oggi» - Ora però prevalentemente tra i colleghi del centrodestra. «No, anche quelli del centrosinistra sono galanti» - La sua grinta un po' li mette in soggezione. Si nota che tengono una prudente distanza. «In effetti è una cosa appena accennata» On. Elisabetta Gardini, portavoce diForza Italia, intervistata da Antonello Caporali per Repubblica, 27 ottobre 2006
«È stato un bel coro. Niente di scandaloso. C´è questa ossessione di cantare l´inno dappertutto. E c´è qualcuno che ha detto: casso, basta, cantarlo anche ai comizi è una provocazione! Me lo sono sorbito per anni. Però il troppo stroppia. È come la retorica vuota di chi espone le bandiere della pace. Parte Mameli e ti vengono in mente Napolitano, Prodi, Bertinotti, Marini e quella roba lì».
ci siamo vergognati martedì, 24 ottobre 2006 alle ore 10:58
| commenti (9) | permalinkLuca Zaia, Vicepresidente della Regione Veneto, Corriere della Sera, 23 ottobre 2006
«Il segretario della Difesa agisce ispirato da Dio. Non conosco nessuno che dimostri più patriottismo, energia e leadership. Rumsfeld prende la decisione che il Signore gli dice essere la migliore per il nostro Paese».
ci siamo vergognati lunedì, 23 ottobre 2006 alle ore 12:40
| commenti (18) | permalinkPeter Pace, Capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti, Corriere della Sera 21 ottobre 2006
Con la Finanziaria «Si vuole criminalizzare i ricchi e cioè chi ce l'ha fatta. E chi ce l'ha fatta dovrebbe essere considerato un esempio per i giovani».
ci siamo vergognati domenica, 15 ottobre 2006 alle ore 18:27
| commenti (20) | permalink«Questa Finanziaria colpisce i poveri che non hanno la struttura del ricco» «Se io fossi un italiano che paga il 50% e non ce la facessi a pagare entrerei nell'illegalità. Chi ha successo non deve essere illegale. Si può avere successo assolutamente nella legalità. Si diventa ricchi con il lavoro. È il mercato che decide chi diventa ricco e chi diventa povero». «Le tasse vengono evase quando il cittadino pensa che si sia superato il limite. In Inghilterra per esempio sono giuste, infatti lì non c'è evasione. Dovremmo copiare i Paesi che funzionano». «Quantificare un ricco vero? È uno che guadagna dai 20 ai 70 milioni di euro all'anno». «Qui si sta cercando di criminalizzare i ricchi. Al Billionaire [locale della Costa Smeralda di proprietà di Briatore] dicono che i prezzi sono troppo alti? Non sono io che decido i prezzi, li decide il mercato. La gente sta bene, inoltre creo 140 posti di lavoro in due mesi». A proposito dei manifesti sulla Finanziaria di Rifondazione comunista che raffigurano un enorme yacht e la scritta "Anche i ricchi piangono": «Vedere quella barca dovrebbe essere uno stimolo per i giovani. In Italia si cerca di spaventare chi produce. Questa Finanziaria alla fine fa piangere i poveri non i ricchi». «L'Italia è un paese vecchio, la gente viaggia poco e non c'è nessun politico, con una carica importante, sotto i 40 anni. Io in politica? Non sono né di sinistra e né di destra, mi occupo di Formula Uno. Però se tra un paio d'anni potessi dare un contributo all'Italia perchè no?» Flavio Briatore, intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione trasmissione "In mezz'ora" su Raitre, 15 ottobre 2006
«Non ci credo, sarebbe un atto di banditismo e non sarebbe piu’ una democrazia quel Paese in cui una parte politica andasse al governo e intendesse colpire l’avversario attraverso le sue aziende e le sue proprieta’ private. Non ci credo». «Se la sinistra mettesse mano al riassetto del sistema radio televisivo e se dovessero toccare Mediaset sarebbe il colmo. Sarebbe un atto di vendetta politica».
«Sentito il Presidente del Consiglio, che in data di ieri ha disposto codesto Ufficio confermando il segreto di Stato, questo Ministro della Difesa, conformemente a tale decisione, che condivide, è vincolato al medesimo segreto di Stato e per le medesime ragioni esposte dal Presidente del Consiglio».
ci siamo vergognati giovedì, 12 ottobre 2006 alle ore 12:25
| commenti (2) | permalinkArturo Parisi, ministro della difesa, nota riservata alla Procura di Milano, 27 luglio 2006
«In relazione a documenti, informative o atti relativi alla pratica delle cosiddette renditions risulta apposto il segreto di Stato dal precedente Presidente del Consiglio dei ministri».
ci siamo vergognati giovedì, 12 ottobre 2006 alle ore 12:24
| commenti (3) | permalink«Non sussistono, nell'attuale contesto, le condizioni per rimuoverlo». Romano Prodi, nota riservata alla Procura di Milano, 26 luglio 2006 |