«Sarà molto difficile che il 25 aprile diventi una festa nazionale condivisa, almeno fin tanto che le massime cariche istituzionali, a cominciare dal Presidente della Repubblica, non si decidano a condannare senza reticenze gli spaventosi massacri compiuti dai partigiani comunisti in quelle radiose giornate non solo a carico dei vinti. In particolare, mi chiedo come mai Ciampi, Prodi & C. non sentano il dovere morale di prendere le dovute distanze da fatti obbrobriosi come la scena da macelleria messicana, cui si dette luogo a Milano in Piazzale Loreto, che costituisce e costituirà sempre una pagina vergognosa della nostra storia.»
Mario Borghezio, parlamentare europeo Lega Nord; 25 aprile 2006
ci siamo vergognati mercoledì, 26 aprile 2006 alle ore 14:44
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«Non mi interessa discutere sul senso del 25 aprile. Lo facciano gli storici e non i politici e credo che ne abbiamo tutti le scatole piene. Ma è certo che Prodi, attaccando il referendum sulla riforma costituzionale proprio oggi, usi questa festa per fare propaganda».
Ignazio La Russa, capogruppo di AN alla Camera; 24 aprile 2006
ci siamo vergognati lunedì, 24 aprile 2006 alle ore 18:41
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«Domani bandiere a mezz'asta. Da festa della liberazione, la giornata di domani, rischia di diventare la tragica festa dell'occupazione da parte di un regime».
Roberto Calderoli; 24 aprile 2006
ci siamo vergognati lunedì, 24 aprile 2006 alle ore 18:38
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«E' solo una parentesi, noi vincitori morali, politici e di consenso. Li renderemo inoffensivi con ogni strumento».
Silvio Berlusconi; Trieste, 21 aprile 2006
ci siamo vergognati venerdì, 21 aprile 2006 alle ore 19:03
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"Noi abbiamo notizia certa che alcune corti d'appello, che stavano ancora conducendo i controlli sulla corrispondenza tra i numeri riportati nei verbali e i registri elettorali, hanno ricevuto 'inviti' a fare in fretta perché si dovevano concludere le operazioni entro mercoledì alle 18. Già in passato, quando qualche verifica a campione è stata svolta, è stato riscontrato un tasso di annullamento molto più elevato per la Cdl rispetto alla sinistra". "non voglio avanzare accuse, ma è certo che la sinistra tradizionalmente ha una grande, chiamiamola così, 'professionalita' negli scrutini elettorali". Chi vuole essere riconosciuto come vincitore per avere ottenuto la maggioranza dei seggi in virtù dei meccanismi di attribuzione previsti dalla legge elettorale deve a sua volta necessariamente riconoscere che la vittoria politica in termini di consenso è della Casa delle Libertà e che Forza Italia col suo 24% è il primo partito del paese". e a proposito dell'elezione del Presidente della Repubblica: "Hanno parlato di 'metodo Ciampi', ma ora dicono di essere autosufficienti per eleggere il capo dello Stato. Comprendo che, in una situazione di totale instabilità e litigiosità tra loro, mettano le mani avanti e vogliano garantirsi in vista della probabile caduta di un governo Prodi, se mai nascerà. Penso che un'istituzione di garanzia come il presidente della Repubblica non dovrebbe essere oggetto di mercanteggiamenti tra partiti. Un 'suk' che, invece, la sinistra, ha già aperto". Silvio Berlusconi -21 aprile 2006
"La proclamazione dei risultati da parte della Cassazione non esaurisce tutti i controlli sul risultato elettorale". "Nelle campagne elettorali italiane ci sono sempre state delle anomalie di conteggio, di quadratura dei numeri. Solo che sono sempre state assorbite dalla grandissima differenza di voti. Quando invece lo scarto e’ di 25 mila voti, oltretutto con una legge elettorale come questa, che da’ la maggioranza a chi ha anche solo un voto in piu’, le cose cambiano di molto. Si pone dunque il problema di fare ulteriori controlli. La questione non si esaurisce con i controlli della Cassazione, che fa solo un controllo formale". "Ci sono alcune cose da chiarire: il numero degli elettori non coincide con il numero delle schede. Inoltre il numero delle schede bianche alla Camera e’ enormemente inferiore rispetto a quello del Senato. Quindi e’ giusto chiedersi che cosa sia successo". Alla domanda se il centrodestra creda che ci siano stati brogli, Tremonti ha risposto: "Mi limito a dire che c’e’ una non quadratura di alcuni dati. E per questo e’ necessario un supplemento di controllo". "Ora ci sono le corti di appello e le giunte della Camera e del Senato. Insomma, mi sembra che sia giusto applicare le leggi per arrivare a un esito condiviso da tutti". 19/4/2006
«Il risultato deve cambiare perché ci sono brogli a non finire in diverse parti, in tutta Italia.»
Silvio Berlusconi; 12 aprile 2006
ci siamo vergognati lunedì, 17 aprile 2006 alle ore 08:26
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«Chi vota a sinistra fa peccato mortale; mai come in questa occasione c'è stata, da parte della Chiesa, un'assoluta chiarezza sui valori non negoziabili a cui i cattolici devono fare riferimento al momento del voto: famiglia, difesa e tutela della vita e radici cristiane, ovvero i tre simboli che la sinistra vuole distruggere.»
Roberto Calderoli, ex-ministro delle Riforme; 5 aprile 2006
ci siamo vergognati giovedì, 06 aprile 2006 alle ore 17:56
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«E' una infamità che funzionari pubblici, pagati con i soldi dello Stato tramino contro il presidente del Consiglio. E' una infamità per spingere i cittadini a un determinato voto durante la campagna elettorale. E' assurdo che mentre lavoro giorno e notte ci siano funzionari pubblici che tramano contro il presidente del Consiglio. Si tratta di magistrati indegni. Questo è quanto voglio portare a conoscenza degli italiani perché sappiano a che cosa vanno incontro se, grazie al loro voto, degli indegni magistrati potessero prendere la maggioranza del Parlamento e operassero in collaborazione con il governo. E' un'infamità, è un'infamità che si usino questi mezzi per convincere i cittadini a scegliere un altro voto durante la campagna elettorale»
ci siamo vergognati giovedì, 06 aprile 2006 alle ore 17:47
| commenti (15) | permalinkSilvio Berlusconi, 6 aprile 2006
«Non ho dato del coglione agli elettori di sinistra perchè se dovessi parlare di loro userei dei termini molto, molto diversi... nulla di ingiurioso ma soltanto vicino alla realtà».
ci siamo vergognati giovedì, 06 aprile 2006 alle ore 13:27
| commenti (14) | permalinkSilvio Berlusconi, 6 aprile 2006
«Noi siamo in campo per difendere l'identità cristiana di questo nostro Paese. Non è una scelta clericale. Significa essere in campo per difendere la nostra civiltà, la nostra storia, quel bagaglio di valori che è racchiuso nel tricolore».
ci siamo vergognati giovedì, 06 aprile 2006 alle ore 07:56
| commenti (7) | permalinkPier Ferdinando Casini, presidente della Camera dei deputati, 5 aprile 2006
A proposito dell'appellativo "coglioni" dato agli elettori del centro-sinistra: «Confermo quel che ho detto».
ci siamo vergognati giovedì, 06 aprile 2006 alle ore 07:51
| commenti (6) | permalink«Quelli della sinistra sanno che un confronto con Prodi, libero da regole, metterebbe a nudo l'inconsistenza del personaggio, non c'è nessuna antipatia personale nei confronti di Prodi che è stato messo a lì a coprire la realtà della sinistra e non avrà nessun potere. I veri leader della sinistra si chiamano Fassino, D'Alema, Pecoraro Scanio, Bertinotti, Diliberto, Caruso, Luxuria. Loro daranno gli ordini, Prodi sulla sedia di Palazzo Chigi dovrà ubbidire». Silvio Berlusconi, 5 aprile 2006
«Alcuni giornalisti che avevamo invitato sono stati intimiditi e hanno rifiutato, quindi abbiamo soprasseduto, non essendoci i giornalisti di parte avversa».
ci siamo vergognati giovedì, 06 aprile 2006 alle ore 07:44
| commenti | permalinkCarlo Rossella, direttore del TG5, a proposito della trasmissione TV cui avrebbe dovuto partecipare Berlusconi, 5 aprile 2006
«Il fatto che la prima televisione del paese non abbia il piacere di potere ospitare un faccia tra i due candidati premier, mi indigna. Lo voglio dire a brutto muso, è un attentato alla libertà dell'informazione».
ci siamo vergognati giovedì, 06 aprile 2006 alle ore 07:40
| commenti (2) | permalink«La parola regime non mi piace per niente, ma queste qui sembrano prove generali, perché se si decide un embargo contro un organo di informazione e si dice non andate lì perché c'è la peste si scrive una brutta pagina di storia dell'informazione». «Mentana [direttore editoriale di Mediaset N.d.R.] non c'entra niente, chi se ne frega se non lo sapeva. Lui ha una sua trasmissione, chi se ne frega di Mentana». Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, a proposito delle proteste sulla trasmissione TV cui Silvio Berlusconi avrebbe voluto partecipare da solo, 5 aprile 2006
«Sono stato invitato da un programma di Mediaset, l'invito è stato rivolto anche a Prodi che ha rifiutato. La sinistra ha messo in campo una struttura comunicativa che si e' dimostrata finora vincente per loro. Abbiamo informato l'Authority che ha riconosciuto che questo comportamento non era corretto e ha detto che l'invito poteva essere rivolto anche ad altri leader, questi ultimi hanno però rifiutato. L'autorità garante ha chiesto che venga garantito il dibattito, che ci sia un contraddittorio e così Mediaset mi ha richiamato dicendo che in trasmissione avrò contro alcuni giornalisti di sinistra come il direttore di Liberazione Sansonetti».
ci siamo vergognati giovedì, 06 aprile 2006 alle ore 07:30
| commenti (3) | permalinkSilvio Berlusconi, a proposito della trasmissione TV cui Silvio Berlusconi avrebbe voluto partecipare da solo, 5 aprile 2006. L'authority ha poi smentito di essere mai stata informata. Smentite anche da parte di Sansonetti
«Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse». Silvio Berlusconi, convegno Confcommercio, martedì 4 aprile 2006 ci siamo vergognati martedì, 04 aprile 2006 alle ore 14:26 | commenti (35) | permalink
«Tutti gli italiani sanno che Berlusconi è un imprenditore e quali sono le imprese che ha fondato. E' una situazione chiara, trasparente, alla luce del sole, e quindi sotto il controllo dell'opinione pubblica. I Ds, le vestali della moralità, i campioni dell'indignazione a singhiozzo, fanno affari da anni nell'ombra, in un intreccio perverso tra politica e finanza»
ci siamo vergognati domenica, 02 aprile 2006 alle ore 16:29
| commenti (17) | permalink«Io sono buono, bravo e mantengo le promesse, gli altri sono cattivi, capaci di tutto e buoni a nulla» «Prodi, Bertinotti, Rutelli... sono come la gramigna, che infesta tutto ed è difficile da estirpare» Silvio Berlusconi in un'intervista al mensile Pocket, 2 aprile 2006
«Sono apparse un po' ovunque, anche su edifici pubblici. Sono ormai note come le bandiere della pace, color arcobaleno, giunte a costare 17 euro, che sindaci di molti comuni della sinistra hanno appeso sui balconi dei loro Municipi. Le leggi in Italia spesso non contano, ma la numero 22 del 5 febbraio 1998, approvata da un governo dell'Ulivo, per impedire ai leghisti di esporre il loro vessillo sui comuni conquistati, è chiara: "Le istituzioni, anche locali, rappresentano l'intera comunità. I loro simboli, le loro bandiere,non possono essere di parte". Per difendere il valore della pace era meglio allora unire al tricolore la bandiera dell'ONU, simbolo autentico di libertà ed emancipazione dei popoli.»
ci siamo vergognati sabato, 01 aprile 2006 alle ore 18:12
| commenti (7) | permalinkLa vera storia italiana - dietro le quinte del governo Berlusconi, p.41 |