Ci vergognamo per loro
Vergognose citazioni di persone senza vergogna

 

Romano Prodi si comporta «come ha sempre fatto, nulla di fisso, non c'è il bene o il male, ma solo quello che conviene in quel momento. È il relativismo alle estreme conseguenze».

la legge Cirielli: «una legge che parte dalla constatazione che una percentuale importante di reati viene commessa sempre dagli stessi»
«si è aggiunta una limitazione della prescrizione in modo che i processi siano più spediti, e i cittadini che entrano nel girone infernale della giustizia dei processi abbiano la certezza sulla durata dei tempi, e non secondo quanto vorrà il singolo magistrato che può interpretare in un modo o nell'altro le attenunanti generiche».
«È una legge che dovevamo fare e invece la sinistra dice che sono leggi ad personam. Se c'è un abuso del potere dei magistrati che usano la giustizia contro gli avversari politici, è giusto salvare il soldato Ryan, ma al contrario di quel che affermano i giornali, il soldato Ryan non è Berlusconi. Io non ho avuto benefici di alcun tipo».

Il centro-sinistra: «Hanno molto, anzi troppo: la scuola, l'università, i giornali, nonostante tutto le televisioni, i patronati, la magistratura, non parliamo della Corte Costituzionale, governano in sedici Regioni su venti e per questo se avessero anche la maggioranza e il governo saremmo al regime. Ma noi non glielo daremo».
«Dal centrosinistra non sono mai venute buone idee».
gli italiani «hanno avuto sempre buonsenso e sceglieranno bene».

Silvio Berlusconi, 30 novembre 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 30 novembre 2005 alle ore 20:16 | commenti (9) | permalink

 

«Le implicanze esistenziali ed ecclesiali di questa problematica suggeriscono prudenza e fermezza e richiedono una riaffermata consapevolezza dell’identità cristiana e della visione cattolica sul matrimonio e la famiglia, anche in ragione delle conseguenze che ne derivano sul piano religioso, sociale e del dialogo interreligioso».
«Negli ultimi anni in Italia ha assunto una certa rilevanza la richiesta di celebrare nella forma religiosa il matrimonio fra una parte cattolica e una musulmana. Il fenomeno, determinato tra l’altro dalla tendenza di immigrati musulmani a trasferirsi nel nostro Paese e dal più generale aumento dei matrimoni interreligiosi, esige una specifica attenzione da parte della comunità cristiana e dei suoi pastori, anche al fine di individuare un indirizzo omogeneo nella verifica dei casi e nell’eventuale concessione della dispensa dall’impedimento dirimente di disparitas cultus che invalida il matrimonio fra un parte cattolica e una non battezzata».

Card. Camillo Ruini, introduzione a “I matrimoni tra cattolici e musulmani in Italia. Indicazioni della presidenza della conferenza episcopale italiana”, 29 novembre 2005

«Le coppie miste di cattolici e musulmani che intendono oggi formare una famiglia, alle difficoltà che incontra una qualsiasi altra coppia, devono aggiungere quelle connesse con le profonde diversità culturali e religiose».
«L’esperienza mostra come sia rilevante, per esempio, la scelta del luogo di residenza della futura coppia e la fondata previsione di restarvi nel futuro: lo stabilirsi in Italia, o comunque in Occidente, offre al vincolo matrimoniale (e alla parte cattolica in particolare) maggiori garanzie, che invece nella maggior parte dei casi vengono meno quando la coppia si trasferisce in un Paese islamico».

«L’esperienza maturata negli anni recenti induce in linea generale a sconsigliare o comunque a non incoraggiare questi matrimoni».
la «fragilità intrinseca di tali unioni, i delicati problemi concernenti l’esercizio adulto e responsabile della propria fede cattolica da parte del coniuge battezzato e l’educazione religiosa dei figli, nonché la diversa concezione dell’istituto matrimoniale, dei diritti e doveri reciproci dei coniugi, della patria potestà e degli aspetti patrimoniali ed ereditari, la differente visione del ruolo della donna, le interferenze dell’ambiente familiare d’origine costituiscono elementi che non possono essere sottovalutati né tanto meno ignorati che potrebbero suscitare gravi crisi di coppia, sino a condurla a fratture irreparabili».

«Non è prudente che la coppia si presenti al sacerdote nell’imminenza delle nozze o quando tutto è deciso».
è necessario «il sacerdote che incontra la coppia abbia una certa conoscenza dell’islam, delle sue tradizioni, delle sue pratiche e della concezione islamica del matrimonio».
«si dovrebbe individuare in ogni vicariato o almeno a livello diocesano un sacerdote esperto».

l’accompagnamento pastorale «non può limitarsi al periodo della preparazione al matrimonio, ma deve riguardare lo svolgersi della vita familiare, soprattutto in riferimento ai contrasti che potranno sorgere».
Qualora venga deciso «il trasferimento in un Paese islamico, la parte cattolica – nella stragrande maggioranza dei casi, la donna – dovrà probabilmente affrontare notevoli difficoltà (dinamiche di vita di coppia, educazione dei figli e autorità su di loro, rapporto con la famiglia del marito, soggezione al diritto di ripudio unilaterale da parte del marito, accettazione sociale della poligamia, ecc)».

«Negli ordinamenti giuridici dei Paesi islamici spesso l'autorizzazione civile alla celebrazione presuppone l'emissione della shahada da parte del contraente non musulmano", ossia della "professione di fede musulmana. "Non di rado, per aggirare l'ostacolo, il cattolico in questione pronuncia o sottoscrive la shahada, pensando di compiere una mera formalità».
«Non si tratta di un mero adempimento burocratico ma di un vero e proprio abbandono formale della fede cattolica».

“I matrimoni tra cattolici e musulmani in Italia. Indicazioni della presidenza della conferenza episcopale italiana”, 29 novembre 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 30 novembre 2005 alle ore 06:41 | commenti (10) | permalink

 

«Oltre alla mancanza di politiche organiche a sostegno della natalità, resta grave nel nostro paese il problema della soppressione diretta di vite innocenti tramite l'aborto, dietro al quale spesso ci sono gravi drammi umani ma a cui, a volte, si ricorre con leggerezza».
«Vanno valorizzati quegli aspetti della stessa legge 194 che si pongono sul versante della tutela della maternità e dell'aiuto alle donne che si trovano in difficoltà di fronte ad una gravidanza»

Conferenza Episcopale Italiana, 29 novembre 2005

ci siamo vergognati martedì, 29 novembre 2005 alle ore 14:22 | commenti (15) | permalink

 

«Non sono un voltagabbana spirituale: continuo a considerare Berlusconi l'uomo della provvidenza, l'unico in grado di garantire l'alternanza politica nel nostro paese. Non sono contro Berlusconi, anzi sono preoccupato per lui. I suoi alleati guardano ormai troppo a sinistra e rispetto a essa non si differenziano più. Stanno diventando politicamente corretti. Così se Berlusconi sarà messo da parte, in Italia si dovrà scegliere tra un "centrosinistra" o "un altro centrosinistra", distruggendo la democrazia dell'alternanza che Berlusconi ha finora garantito».
«La sinistra, continua ad alimentare un odio che non era stato manifestato a questi livelli neanche nei confronti di Craxi».
[Riguardo a Casini] «ha compiuto un capolavoro politico all'interno della coalizione, usando come incudine Follini, e adesso che ha le redini dell'Udc e si è posto come alternativa a Berlusconi alla guida della coalizione, deve scegliere se guardare a sinistra come faceva la Democrazia cristiana o se dire qualcosa di destra per non tradire l'elettorato della Casa delle libertà».
 
Don Baget Bozzo, 28 novembre 2005

ci siamo vergognati martedì, 29 novembre 2005 alle ore 12:53 | commenti (6) | permalink

 

«La sentenza di assoluzione di Milano dei tre islamici mette in evidenza l'ennesima contraddizione assai forte tra il lavoro scrupoloso e serio svolto dalle forze dell'ordine che hanno portato all'arresto dei 200 soggetti sospettati di terrorismo, di cui ha parlato Berlusconi, e le sentenze di una magistratura, di manica larga su questo terreno, che li assolve, forse facendo sua la distinzione fra resistenti e terroristi emersa anche a Barcellona da parte di alcuni paesi arabi. Ci auguriamo che questa contraddizione non provochi tragedie.Nel frattempo abbiamo avuto il piacere di ascoltare le dichiarazioni di Mohammed Daki, che ci ha anche elargito una lezione di politica estera».

On. Cicchitto sulla sentenza che ha assolto 3 nordafricani accusati di terrorismo, 29 novembre 2005

ci siamo vergognati martedì, 29 novembre 2005 alle ore 12:49 | commenti (4) | permalink

 

«Il rito Ambrosiano ha colpito ancora. Via il processo da Milano».
«Sono sconcertato dall'esito del processo che ha assolto i tre imputati. Le motivazioni presentate dall'accusa risultavano estremamente precise e fondate. Ora non resta che attendere il ricorso in Cassazione, che mi auguro la Procura vorrà presentare immediatamente per trasferire il processo in una città diversa da Milano».

Roberto Calderoli (Lega Nord), Ministro per le riforme, sulla sentenza che ha assolto 3 nordafricani accusati di terrorismo, 28 novembre 2005

«Questa sentenza mi fa pensare che, nonostante l'esistenza di strumenti legislativi adeguati, siamo di fronte ad un'anarchia giudiziaria che stronca sul nascere ogni tentativo di dare risposte repressive e preventive al terrorismo islamico».

Guido Rossi, vicepresidente del gruppo parlamentare della Lega Nord alla Camera, sulla sentenza che ha assolto 3 nordafricani accusati di terrorismo, 28 novembre 2005

«Desta sconcerto e preoccupazione. È mai possibile che indagini accurate e approfondite debbano essere nullificate da sentenze che fanno sparire il reato di terrorismo? C'è un interesse superiore del nostro Paese, della sua sicurezza e dell'incolumità dei cittadini che dovrebbe indurre a una comprensione e a una collaborazione tra i diversi poteri dello Stato».

Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, sulla sentenza che ha assolto 3 nordafricani accusati di terrorismo, 28 novembre 2005

ci siamo vergognati martedì, 29 novembre 2005 alle ore 07:48 | commenti (5) | permalink

 

«Purtroppo ci risiamo: tre episodi di violenza carnale nel giro di pochi giorni, ancora una volta ai danni di ragazze giovanissime. E in alcuni casi, come quello di Bologna, gli aggressori presumibilmente sarebbero clandestini irregolari».
«Questa nuova preoccupante ondata di violenza, dopo quella della scorsa estate, ripropone prepotentemente questo problema da affrontare e risolvere con la massima urgenza e con il massimo rigore, senza perdere altro tempo inutilmente. Il periodo della carota è finito, ora si deve passare alla tolleranza zero».
«Mesi fa, di fronte ad analoghi e altrettanto gravi casi di violenza sessuale, ho proposto di ricorrere alla tolleranza zero e di procedere ad una completa operazione di bonifica del Paese mettendo in campo tutte le forze dell'ordine a disposizione per provvedere, con le buone o con le cattive, all'allontanamento di tutti gli irregolari in circolazione, all'abbattimento delle improvvisate favelas e allo sgombero immediato degli edifici abusivamente occupati. Ma non solo, davanti a delitti così aberranti, come le violenze carnali degli ultimi giorni, ritengo sia necessario insistere sulla mia proposta di introdurre come pena per chi commette reati sessuali la castrazione chimica».
«Personalmente, e lo ribadisco, reputo che la castrazione chirurgica sia la più idonea a funzionare, anche da un punto di vista della prevenzione, ma anche quella chimica, ancorché non irreversibile, consente di mettere queste bestie in condizioni di non offendere, come del resto hanno già fatto e stanno facendo molti altri Paesi occidentali».

Roberto Calderoli, Ministro delle riforme, 28 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 28 novembre 2005 alle ore 19:39 | commenti (11) | permalink

 

«Controllano tutto: magistratura, scuola, università, i sindacati, le principali banche... e allora non diamogli anche Palazzo Chigi. Perché questo sono: comunisti. Anche se si spacciano per socialisti, per liberali... Sono da eliminare, se non fisicamente, politicamente».

Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 27 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 28 novembre 2005 alle ore 16:11 | commenti (7) | permalink

 

«Pur con tutta la solidarietà dovuta ad una persona che soffre, non capisco perché fare eccezioni: non c’è alcuna ragione per cambiare idea, i requisiti per la grazia non ci sono mai stati. Quella sì che sarebbe una legge ad personam ».

Roberto Maroni, a proposito della proposta di grazia per Adriano Sofri, 28 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 28 novembre 2005 alle ore 09:47 | commenti (7) | permalink

 

«Eliminare la religione dalla politica, facendo in modo che quest’ultima sia pura e laica, è impossibile. La religione entra nella sfera pubblica e nei nostri Parlamenti»

Marcello Pera, presidente del Senato, Ansa, 26 novembre

ci siamo vergognati domenica, 27 novembre 2005 alle ore 22:29 | commenti (10) | permalink

 

«Il Governo ha una attenzione assoluta e spasmodica affinché non ci siano inquinamenti nei grandi appalti. L'esecutivo ha fatto della lotta alle organizzazioni criminali una bandiera. Credo che nessun governo abbia portato nelle patrie galere un numero così alto di latitanti. Noi siamo in guerra assoluta contro tutti i gruppi criminali del nostro paese. Abbiamo riportato vittorie rilevanti e andremo avanti in questa direzione».
 
Silvio Berlusconi; Messina, 25 novembre 2005

ci siamo vergognati domenica, 27 novembre 2005 alle ore 17:14 | commenti (7) | permalink

 

«Undici giocatori, undici stranieri. L'Inter che ha giocato la sua partita di Champions è il fallimento del calcio»
«Undici stranieri in campo significa ammettere che non esistono giocatori italiani buoni di vestire la maglia di titolare. Certo, ci verranno a dire che è colpa del turn-over: cretinate».
«Ma che cosa aspettarsi da un patron come Moratti che inquina le maglie della gloria nerazzurra con le scritte in cinese per motivi di marketing? Che razza di calcio è questo? È così che crediamo di andare ai Mondiali?»
«Godo per Toni che esulta ogni domenica alla faccia degli Imperatori che durano l'arco di una stagione. E godo per i capricci di Cassano: meglio questo simpatico terroncello combinaguai (lo dico con affetto) piuttosto che Recoba o chi va al Carnevale di Rio e poi torna di malavoglia».
«Non è che Juve, Milan e Udinese siano messe meglio. Pochi si salvano. Io emigro in Spagna, al Bilbao, dove nell'Atletico gioca solo chi rivendica o condivide l'orgoglio basco: zero mercenari del pallone. Le multinazionali non entrano nel tempio biancorosso, costi quel che costi. Hanno un inno che richiama la storia autonomista. Hanno un cuore, un orgoglio, una bandiera. È quello che manca nel nostro calcio pallonaro e venduto».

Gianluigi Paragone, La Babele del calcio è la fine dello sport, in "La Padania", 24 novembre 2005

ci siamo vergognati venerdì, 25 novembre 2005 alle ore 07:27 | commenti (10) | permalink

 

«Se addirittura "Il Secolo d’Italia" non si riconosce più nelle ragioni dell’anticomunismo vorrà dire che saremo noi di Forza Italia a farci carico di rappresentarle nella nostra pratica politica».
"L’orgoglio anticomunista di Silvio Berlusconi sarebbe incomprensibile se non affondasse le proprie radici nel concetto stesso di democrazia e nel bisogno che i popoli sempre avranno di costruire una società migliore con il rischio di cadere di nuovo prigionieri di un’utopia totalitaria».
«È nelle pieghe di questa risorgente ambiguità che l’appello anticomunista di Silvio Berlusconi si ripropone perché come scriveva lo storico del comunismo, Francois Furet "la fine del mondo sovietico nulla cambia nella richiesta democratica d’una società diversa"».
«Questo è l’intimo convincimento del presidente del Consiglio che, ripercorrendo l’assunto di Norberto Bobbio, con il suo anticomunismo, pone un argine alle tentazioni dell’antidemocrazia, all'"avversione per la democrazia come insieme di valori e come metodo, storicamente persistente e significativo" rispetto alla quale Forza Italia non intende cedere, in nome di una cultura che Bobbio chiamava del "moderatismo", contrapposto agli estremismi politici di qualsiasi colore politico».

Francesco Giro, responsabile di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico, 24 novembre 2005

ci siamo vergognati venerdì, 25 novembre 2005 alle ore 01:37 | commenti (2) | permalink

 

«Insieme è il libro che Flavia e Romano hanno scritto per i tipi della San Paolo edizioni. Raccontano la loro vita. Aneddoti, sorrisi, la politica, l’Iri, le amicizie, le ambizioni roba del genere. E poi le foto: tante. Insieme... Che bella storia, una storia italiana. Tanto italiana che qualcun altro l’aveva scritta un po’ di anni prima di Prodi. Se non ricordo male, questo signore si chiama Silvio Berlusconi. E l’aveva scritta nel 2001».

Gianluigi Paragone, la Padania, 23 novembre 2005

ci siamo vergognati venerdì, 25 novembre 2005 alle ore 01:29 | commenti (6) | permalink

 

«Lo sciopero generale del 25 novembre vuole fermare produzioni e servizi in una fase di ripresa che è comprensibile solo in una logica pre-elettorale».
«i sindacati ricorrono allo strumento estremo sulla base di una piattaforma di lungo periodo e consapevoli di chiamare i lavoratori ad un sacrificio senza alcuna possibilità di ottenere modifiche sostanziali dalla legge di bilancio, già all’esame della seconda camera».
«Lo sciopero è poi rivolto contro una legge finanziaria che contiene, quale misura di spesa più rilevante, la riduzione di un punto del costo indiretto del lavoro quale da tempo richiesto dallo stesso sindacato. È nondimeno significativa l’approvazione odierna della riforma del Tfr nei termini contenuti nelle parti sociali».
«Mi auguro che tutto ciò faccia riflettere soprattutto i gruppi dirigenti di Cisl e Uil».

Maurizio Sacconi, Forza Italia, sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali, 24 novembre 2005

ci siamo vergognati venerdì, 25 novembre 2005 alle ore 01:16 | commenti (1) | permalink

 

«Mi limito a dire che la questione è estremamente delicata stiamo esaminando le carte. In questo caso la legge dà al ministro la facoltà di decidere se accogliere o meno le richieste della magistratura, un caso rarissimo visto che la magistratura è indipendente. La ratio di questa norma, è evidente, è che al ministro spetta decidere anche sulla fondatezza delle accuse. Stiamo esaminando le carte per capire bene se il teorema sia fondato o se sia legato ad una sorta di antiamericanismo che attraversa purtroppo la sinistra. Siccome in questo caso siamo di fronte ad un magistrato militante la faccenda è da valutare con grande attenzione»
A proposito del fatto che Spataro aveva detto di voler votare alle primarie del centro-sinistra: «ognuno è libero di fare quello che vuole, ma poi deve sopportarne le conseguenze. Io mi sento autorizzato a pensare che nei confronti degli Stati Uniti non sia così imparziale».

Roberto Castelli, Ministro della giustizia, rispondendo alla domanda se avesse affrontato con il suo collega statunitense il tema dei 22 mandati di cattura emessi dal giudice Spataro nei confronti di altrettanti agenti della CIA accusati di aver rapito a Milano Abu Omar, ex imam della moschea di via Quaranta, 22 novembre 2005

ci siamo vergognati martedì, 22 novembre 2005 alle ore 16:49 | commenti (6) | permalink

 

«Dobbiamo spiegare agli italiani che ancora nel nostro Paese la democrazia e la libertà non sono garantite, che c’è una opposizione illiberale che ancora sventola i nomi della tirannia nei partiti della sua coalizione. Sono partiti che nel loro simbolo e nelle loro ideologie fanno vivere ancora i fantasmi del comunismo, della dittatura, del terrorismo».
«in questi anni abbiamo constatato come il comunismo non sia un fantasma ma sia ancora reale, una forma mentale, un tipo di lotta politica ancora presente tra noi».
«Senza quei partiti che orgogliosamente si definiscono comunisti, il centrosinistra non potrebbe sicuramente governare».
«Oggi in Italia ci sono due modi di essere comunisti. Il primo è quello palese, quello di Rifondazione comunista o dei Comunisti italiani, che però è il meno pericoloso. La gente li conosce bene e non si lascia ingannare dalle loro parole. C'è poi un altro modo, più pericoloso, che è quello di non dichiararlo. Quello che occulta cento milioni di vittime fatte dalla dittatura comunista. Quello di farsi passare per socialdemocratici, socialisti e addirittura liberaldemocratici. E mentendo su quello che sono i metodi di lotta tipici dei comunisti. Quelli che usano la magistratura per eliminare gli oppositori. Quelli che considerano gli avversari come nemici da guardare non con antipatia ma con odio. In Parlamento girano la testa dall'altra parte per non salutarmi. Ci considerano ottusi, volgari, profittatori. Per loro siamo il peggio del paese. Questo denuncia in modo inequivocabile il loro illiberalismo. Noi invece dobbiamo vantarci e andare orgogliosi per quello che abbiamo fatto nel paese e per aver ridato credibilità internazionale all'Italia».
«Non abbiamo mai rubato, non abbiamo trasformato Palazzo Chigi in una merchant bank, non abbiamo fatto intercettazioni telefoniche, non abbiamo usato la magistratura, non abbiamo mandato la Guardia di Finanza e non abbiamo usato la televisione».

I pensionati usati per denigrare il Governo: «Nel nostro bel dialetto milanese dicono "uhè ti, cussa l'è che gh'ha dì el Berlusca? Che l'aumentava i pensiun? S'è vist nagott' (ehi tu, cosa ha detto il Berlusconi? Che aumentava le pensioni? Non si è visto niente)».
Il contratto con gli italiani «è stato tutto onorato».

«questa sinistra c'è solo in Italia mentre negli altri Paesi europei, come in Francia, si preoccupa di rappresentare tutti i cittadini».
«In Italia vorrebbero che noi non votassimo, che noi fossimo di meno. Disdegnano il nostro voto».

«Se chi ha fatto il cambio avesse avuto le relazioni e le alleanze che noi abbiamo oggi non avremmo avuto il cambio a 1.936,27 lire ma uno più favorevole. Se ci fossimo stati noi non avremmo avuto le famiglie che non arrivano alla quarta settimana del mese».

«Ogni giorno con il mal di cuore assistiamo alle gite turistiche, agli sprechi e alle spese folli di Regioni, Province e Comuni».

Silvio Berlusconi, Convegno organizzato da Forza Italia, Milano, 21 novembre 2005

ci siamo vergognati martedì, 22 novembre 2005 alle ore 07:59 | commenti (16) | permalink

 

«La legge 194 è stata mal applicata, fino ad ora, nella sua integralità, ne è stato violato lo spirito».
«Si è ritenuto che l'unica forma di prevenzione all'interruzione volontaria della gravidanza fosse la contraccezione. Ed in tal senso i consultori familiari invece che centri di vita sono stati, in larga parte, purtroppo, meri dispensatori di certificati per l'aborto».

Osservatore Romano, 21 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 21 novembre 2005 alle ore 19:22 | commenti (5) | permalink

 

«È stato un crimine, più che una sciocchezza. Spero che i suoi dirigenti politici gli facciano cambiare idea immediatamente e che il Consiglio comunale reagisca con il dovuto rigore per ripristinare il nome. Se vogliono dedicare una via ad Arafat, sono liberissimi di farlo, anche altrove. Cancellare le vittime di Nassiriya credo sia una cosa inconcepibile».

Luciano Violante, capogruppo dei Ds alla Camera, a proposito delle dichiarazioni del sindaco di Marano che ha annullato la delibera con cui il commissario prefettizio intitolava una strada di Marano ai "martiri di Nassiriya" dicendo che le vittime «meritano rispetto e solidarietà. Quella gente non doveva morire, ma i martiri non sono loro, che erano li a pagamento: martire è Yasser Arafat, che si è sacrificato per il popolo palestinese», 21 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 21 novembre 2005 alle ore 18:53 | commenti (10) | permalink

 

«Sono venuto a salutarvi perché sono il presidente del Consiglio e sto andando dal Papa. Avete qualcosa da dire al Papa?»

Silvio Berlusconi ad una scolaresca incontrata per caso davanti a Palazzo Chigi, 19 novembre 2005

ci siamo vergognati sabato, 19 novembre 2005 alle ore 16:06 | commenti (13) | permalink

 

«Vorrà dire che ci metteremo i volontari del Movimento per la vita. Ci sto lavorando, siamo un pezzo avanti nella discussione, è un’idea sempre più consolidata. D’altronde abbiamo sempre detto che la 194 va applicata meglio nella parte sulla prevenzione».

Francesco Storace, Ministro della Salute, a proposito di aborto e consultori, 13 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 14 novembre 2005 alle ore 11:18 | commenti (6) | permalink

 

«Noi siamo tributari da altri paesi per il petrolio e il gas. Anche nell'ultimo consiglio europeo se ne è parlato. Dobbiamo rivedere questo problema».
«Credo che solo l'Europa centralmente potrà decidere di chiamare tutti i paesi a ridare il via alla costruzione, alla realizzazione di nuove centrali nucleari. Il singolo paese non ne ha la forza».
«il termine nucleare, quello atomico, spaventa tutti i cittadini. Credo, invece, che sia una necessità del futuro».

«L'Italia ha un problema che pesa e non poco ad un liberale come me. Il fatto, cioé, che ci sono partiti che orgogliosamente hanno la dizione comunista nel proprio simbolo e l'immagine della falce e del martello dello stato totalitario sovietico. Se ci fosse ancora la cortina di ferro non ci sarebbe un mondo globale di cui internet è oggi la massima espressione».

Silvio Berlusconi, al congresso dei notai italiani a Roma, 10 novembre 2005

ci siamo vergognati venerdì, 11 novembre 2005 alle ore 08:03 | commenti (27) | permalink

 

«J'ai demandé aux préfets que les étrangers, qui sont en situation régulière ou irrégulière, qui ont fait l'objet d'une condamnation, soient expulsés sans délai de notre territoire, y compris ceux qui ont un titre de séjour»

«Quand on a l'honneur d'avoir un titre de séjour, le moins que l'on puisse dire c'est que l'on n'a pas à se faire arrêter en train de provoquer des violences urbaines»

«Ho chiesto ai prefetti che gli stranieri, siano essi in situazione regolare o irregolare, che sono stati condannati, siano espulsi immediatamente dal nostro territorio, compresi anche quelli che hanno un permesso di soggiorno»

«Quando si ha l'onore di avere un permesso di soggiorno, il minimo che si possa dire è che non ci si deve far arrestare per aver provocato violenze urbane»

Nicolas Sarkozy, Ministro dell'Interno francese, 9 novembre 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 09 novembre 2005 alle ore 19:31 | commenti (13) | permalink

 

 «Non ci impressionano le fiaccolate di quanti non sanno come passare il proprio tempo»

Pietro Lunardi, Ministro per le Infrastrutture, a proposito dei cortei anti TAV, 7 Novembre 2005

ci siamo vergognati martedì, 08 novembre 2005 alle ore 14:09 | commenti (6) | permalink

 

«La lega lo dice da anni che gli immigrati di seconda e terza generazione sono un problema»

Il ministro della Giustizia Roberto Castelli, 6 Novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 07 novembre 2005 alle ore 23:32 | commenti (10) | permalink

 

«È il meno che Jacques Chirac si meriti per il suo altezzoso antiamericanismo e per il suo corteggiamento all'estremismo islamico»

Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica, 6 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 07 novembre 2005 alle ore 23:31 | commenti (9) | permalink

 

«Quella di Cesare Previti è una grande prova d’orgoglio civile e morale che non può cadere nel vuoto ma va al contrario immediatamente raccolta da chi come noi crede nel valore della giustizia equanime».

Francesco Giro, consigliere politico del coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, a proposito delle dichiarazioni riportate sotto, 6 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 07 novembre 2005 alle ore 07:58 | commenti (7) | permalink

 

«Mi sembra che l'emendamento proposto dall'Udc sulla “ex Cirielli” suoni più o meno in questi termini: la legge è giusta e come tale va varata nell'interesse di tutti gli italiani, belli e brutti, bravi e intelligenti, stupidi e ignoranti, eccellenti e poveri cristi, il tutto a condizione che ne resti escluso Cesare Previti».
«In questo modo, la coscienza turbata dell'accusa di approvare una legge “ad personam” sarà mondata, senza nemmeno ricorrere a giaculatorie e battimenti di petto, tramutandola in una legge “contra personam unam”: il già citato Cesare Previti».
«Ritengo che sarebbe stato molto più corretto e meno ipocrita arrivare al paradosso di scrivere nell'emendamento, chiaramente e senza tanti fronzoli, che questa legge non si dovrebbe applicare ad un solo cittadino e parlamentare italiano, e cioè al sottoscritto».

Cesare Previti, deputato di Forza Italia e avvocato di Silvio Berlusconi, condannato in primo grado a cinque anni di reclusione. Se passasse l'emendamento dell'UDC, che esclude dai giudizi già in corso l'abbreviazione della prescrizione, l'onorevole Previti (il più noto beneficiario della legge, ribattezzata per questo "Legge salva Previti") non ne beneficerebbe, 6 novembre 2005

ci siamo vergognati lunedì, 07 novembre 2005 alle ore 07:56 | commenti (4) | permalink

 

«Lavoriamo 1600 ore all'anno contro le 1700 in Usa; potremmo lavorare più a lungo, anche perché grazie alla medicina, all'alimentazione e al rigore del sistema di vita che ormai tutti abbiamo imparato, dà la possibilità di lavorare a lungo e bene anche a 70 anni. E parlo anche di me... [...] Se c'è qualcuno che anche a questa età può lavorare 13-14 ore al giorno, non vedo perché non si possa spostare l'età lavorativa verso anni maggiori».

Silvio Berlusconi, al Convegno della Federazione nazionale Tabaccai; 3 novembre 2005

ci siamo vergognati giovedì, 03 novembre 2005 alle ore 17:03 | commenti (13) | permalink

 

«Nei giorni scorsi mi è capitato tra le mani un giornale della Caritas. Ho cercato invano sulla carta il crocifisso o qualche altro segno della nostra storia di cattolici. Non ho trovato nulla. In compenso era pieno di riferimenti a Mohamed e via elencando nomi arabi. Mi pare che oramai essere italiani sia una colpa. Per la sinistra, di sicuro, è così»

Roberto Castelli, ministro della Giustizia, il Giornale, 1 novembre 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 02 novembre 2005 alle ore 22:54 | commenti (15) | permalink

 

«Gliel'ho detto a Bush: vinceremo noi. Il governo americano teme cambi di governo in Italia. (...) Non mi ha detto esattamente così Bush, ma è evidente che sentendo le dichiarazioni dei leader della sinistra che affermano che se vincessero le elezioni farebbero come Zapatero ritirando le truppe dall'Iraq, basta fare uno più uno per capire come la pensa il presidente americano. Come sempre gli Stati Uniti non interferiscono nei problemi interni di altri paesi, specialmente nei periodi elettorali e pre-elettorali».

«Sono pronto ad un confronto in tv con Romano Prodi, ma non con i cosiddetti 'leaderini' della sinistra: loro sì che sono professionisti della menzogna e della cialtronaggine, perché un confronto con loro si trasformerebbe in una rissa».

«A chi mi dice che ho cambiato idea rispondo con indignazione. Non solo io, ma anche altri alleati hanno cercato di evitare l'intervento militare in Iraq. Poi alla fine la decisione è stata assunta e noi ci siamo presi le nostre responsabilità anche dietro invito dell'Onu che con la risoluzione 1.546 ha chiesto un intervento per favorire lo sviluppo e la democrazia. In Iraq infatti abbiamo inviato un contingente di pace e una missione umanitaria non una truppa di occupazione».

Non resteremo «un minuto di più di quanto sia necessario, finché saremo certi che in Iraq ci sia uno Stato indipendente e democratico. Nessuno di noi, che siamo fra gli alleati più stretti degli Stati Uniti, ha mai pensato di andarsene dall'Iraq prima che la missione sia conclusa. Un ritiro dall'Iraq ora, porterebbe a una guerra civile senza fine. Decideremo in futuro quando ritirarci: a gennaio il ministro della Difesa Antonio Martino si incontrerà con il suo omologo americano Donald Runsfeld proprio per parlare delle tappe del futuro ritiro».

«Il nostro Paese attraversa un momento di economia non in grande espansione perché tutta l'economia europea è in un momento di difficoltà. La soluzione dei problemi dell'economia non compete alle possibilità di intervento dei singoli governi nazionali. Dobbiamo superare questo momento di difficoltà. Nella riunione dei 25 francamente non c'è stata una risposta convincente su nessuno dei temi che oggi affliggono l'economia europea. Per l'energia abbiamo pensato a una politica comune dell'energia. Certamente si deve pensare a rispolverare la possibilità di costruire in ogni paese centrali nucleari».

Silvio Berlusconi, conferenza stampa nell'ambasciata italiana negli Stati Uniti, 31 ottobre 2005

ci siamo vergognati martedì, 01 novembre 2005 alle ore 02:26 | commenti (20) | permalink