«For Amnesty International to suggest that somehow the United States is a violator of human rights, I frankly just don't take them seriously. […] I think the fact of the matter is, the United States has done more to advance the cause of freedom, has liberated more people from tyranny over the course of the 20th century and up to the present day than any other nation in the history of the world. Just in this administration, we've liberated 50 million people from the Taliban in Afghanistan and from Saddam Hussein in Iraq, two terribly repressive regimes that slaughtered hundreds of thousands of their own people. […] Guantanamo's been operated, I think, in a very sane and sound fashion by the U.S. military. […] I think these people have been well treated, treated humanely and decently. Occasionally there are allegations of mistreatment, but if you trace those back, in nearly every case, it turns out to come from somebody who has been inside and been released… to their home country and now are peddling lies about how they were treated.»
«Suggerire come ha fatto Amnesty International, che in qualche modo gli Stati Uniti siano un paese che viola i diritti umani è qualcosa sul quale francamente non li prendo sul serio. […] Penso sia un dato di fatto che gli Stati Uniti hanno fatto molto per la causa della libertà e che hanno liberato tante persone dalla tirannia nel corso del 20° secolo e fino ai giorni nostri, più di ogni altra nazione nel corso della storia del mondo. Solo durante questa amministrazione, abbiamo liberato 50 milioni di persone dai talebani in Afghanistan e da Saddam Hussein in Iraq, due regimi terribilmente repressivi che avevano ucciso centinaia di migliaia di persone. […] A Guantanamo, i militari americani hanno agito in modo sensato ed equilibrato. […] Queste persone sono trattate bene, umanamente e con decenza. Ci sono state occasionali accuse di maltrattamento ma, se si va a guardare, in quasi tutti i casi si tratta di accuse che vengono da qualcuno che era detenuto, è stato rilasciato, è tornato al suo paese d'origine e ora sta spargendo bugie su come è stato trattato.»
Dick Cheney, vicepresidente degli USA, in un'intervista alla CNN; 30 maggio 2005
ci siamo vergognati martedì, 31 maggio 2005 alle ore 11:05
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«L'unica via per opporsi al peggioramento della legge è quella dell'astensione».
Card. Camillo Ruini; 30 maggio 2005
ci siamo vergognati lunedì, 30 maggio 2005 alle ore 19:32
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«Siete attualmente impegnati a illuminare e motivare le scelte dei cattolici e di tutti i cittadini circa i referendum sulla procreazione assistita ormai imminenti. Proprio nella sua chiarezza e concretezza questo vostro impegno è segno della sollecitudine di voi pastori verso ogni essere umano che non può mai essere ridotto a mezzo ma è un fine come insegna Cristo e come ci dice ragione umana».
Benedetto XVI, nel suo intervento all’assemblea dei vescovi; 30 maggio 2005
ci siamo vergognati lunedì, 30 maggio 2005 alle ore 19:09
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«Il buco nei conti pubblici lo abbiamo trovato noi quando siamo andati al governo, non lo ha creato il centrodestra».
Silvio Berlusconi; 28 maggio 2005
ci siamo vergognati domenica, 29 maggio 2005 alle ore 10:15
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«la Provincia di Milano ha già in mente un sistema istituzionale alternativo, molto simile a quello che vigeva nella Repubblica Democratica tedesca. Così ha riassunto il significato della riunione l'assessore all'Istruzione Giansandro Barzaghi: "Nell'era della guerra infinita e sotto l'incessante incubo dello scontro di civiltà, la società occidentale si prodiga nella quotidiana opera di depauperamento delle risorse e di sfruttamento di intere popolazioni. L'Accademia della Pace è un progetto della Provincia di Milano che intende coinvolgere studenti, professori, associazioni pacifiste per portare dal prossimo anno scolastico all'interno delle scuole iniziative di educazione alla pace e ai diritti umani". Sì, i nostri amministratori provinciali hanno in mente di trasformare gli studenti milanesi in tanti 'combattenti della pace', sul modello dei Giovani Pionieri praticato nell'Est europeo prima della caduta del Muro, previo indottrinamento in orario scolastico. I nuovi 'commissari del popolo' saranno reclutati fra insegnanti e pacifisti. Ma i nuovi ingegneri di anime stanno sottovalutando un fattore: nelle scuole milanesi ci sono molti insegnanti e studenti che non hanno nessuna intenzione di sottoporsi al lavaggio del cervello. Con loro se la dovranno vedere». Da "Tempi", n. 22 del 24 maggio 2005 ci siamo vergognati sabato, 28 maggio 2005 alle ore 09:18 | commenti (4) | permalink
«L'Economist sbaglia a raffigurare l'Italia con le stampelle. L'Italia è un paese ricco e benestante. Lo dimostrano i dati sulle case di proprietà, sulle automobili, sui telefonini e su alcune regioni che sono fra le più ricche di Europa». «Il nostro paese non solo è bello per i suoi beni artistici, culturali e ambientali, ma ha anche le regioni più ricche d'Europa. La ricchezza delle famiglie supera di otto volte il Pil annuo, abbiamo una percentuale altissima di telefonini, siamo dei grandi playboy, quindi tutti i nostri ragazzi mandano almeno dieci messaggi al giorno alle loro tante ragazze, abbiamo auto e di case di proprietà». Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, Conferenza stampa, 27 maggio 2005 ci siamo vergognati venerdì, 27 maggio 2005 alle ore 17:04 | commenti (12) | permalink
«Stento a credere che Prodi pensi ad iniziative elettorali personali che escludano la Margherita e che indeboliscano e squilibrino politicamente la coalizione». «Una lista di Prodi con alcuni dei partiti, con i Ds per esempio, non avrebbe assolutamente nulla a che fare con l'Ulivo». «Evidentemente non è l'Ulivo, quindi è un'altra cosa, vedremo che cos'è. Comunque un conto è un contributo all'unità, un conto è determinare la fremmentazione». «L'Ulivo è patrimonio di tutti, è esplicito il fatto che nessuno può usare il simbolo del ramoscello dell'Ulivo. Noi comunque lo metteremo nel nostro simbolo». Francesco Rutelli, leader della Margherita, 25 maggio 2005 ci siamo vergognati mercoledì, 25 maggio 2005 alle ore 22:47 | commenti (14) | permalink
«Ora basta. Se qualcuno continua a minacciare la scissione, allora io dico che si ridiscute tutto. E sottolineo tutto».
Franco Marini, deputato della Margherita, in un’intervista al Corriere della Sera; 24 maggio 2005
ci siamo vergognati martedì, 24 maggio 2005 alle ore 23:00
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Prima pagina di Libero del 21 maggio 2005 ci siamo vergognati sabato, 21 maggio 2005 alle ore 17:47 | commenti (10) | permalink
«C'è stato l'Ulivo dei cento giorni in cui ho tirato la carretta, ho mangiato pane e cicoria per costruire il centrosinistra e consegnarlo a Prodi».
Francesco Rutelli; 20 maggio 2005
ci siamo vergognati venerdì, 20 maggio 2005 alle ore 19:44
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«Comunisti, non c'è scampo: Berlusconi è sceso in campo... Avevo tanta voglia di dirlo ai giornalisti, ma lo dico qui a voi» Silvio Berlusconi a proposito della conferma di Scapagnini come Sindaco di Catania, 19 maggio 2005 ci siamo vergognati giovedì, 19 maggio 2005 alle ore 09:28 | commenti (23) | permalink
“pronto, sono Silvio da Arcore.Sono quello che ha mantenuto la metà della metà della metà della metà delle promesse fatte, sono Silvio da Arcore" e vuole ripercorrere alcuni punti del contratto con gli italiani" "Il Contratto con gli italiani per me è sempre valido"..."Io mi sono presentato in campagna elettorale con una serie di promesse e la convinzione assoluta di poterle mantenere, e vorrei ricordare adesso che, nonostante il periodo negativo, nonostante la difficoltà di una coalizione nella quale non vige il principio della democrazia, cioè non è che c'è una maggioranza che vota ed una minoranza che si adegua, qui c'è una minoranza, anche assolutamente esile del 6%, 7 %, rispetto al totale della coalizione, che ha un diritto di veto...il governo ha fatto partire dal suo tavolo...oltre 550 provvedimenti, la nostra maggioranza ne ha approvati in parlamento quasi 400" Pensioni Reati Aumento posti di lavoro Grandi opere "Non credo francamente che si potesse fare meglio di quanto si è fatto, e nelle condizioni nelle quali ci siamo trovati ad operare"
Risponde alla proposta del Ministro per le riforme Calderoli “torniamo alla lira”: Risposta alla domanda sul titolo principale del quotidiano “L’Unità” che oggi apre con il tema del buco da 20 miliardi di euro: Silvio Berlusconi - estratto dell'intervendo alla trasmissione Canale Italia. ci siamo vergognati martedì, 17 maggio 2005 alle ore 09:34 | commenti (5) | permalink
"Quando ci si trova in zone così a rischio è meglio se ci siano operatori con un preciso mandato e che, invece, nessun altro sia presente. Altrimenti, poi, si mette a rischio la vita di coloro che devono adoperarsi a risolvere questo tipo di situazioni, come è accaduto a Nicola Calipari". Roberto Calderoli, Ministro per le riforme, parlando del sequestro di Clementina Cantoni ci siamo vergognati martedì, 17 maggio 2005 alle ore 09:26 | commenti (10) | permalink
«Dall'opposizione arrivano sempre critiche, ma mai un'idea alternativa alla nostra politica economica, sempre critiche e mai una proposta costruttiva. Visto che hanno una fabbrica del programma, se hanno in serbo delle idee ce le dicano». Taglio dell'IRPEF: «L'altra volta l'abbiamo fatta per rispettare un impegno assunto con gli elettori. Ma l'abbiamo dovuta fare per mezzo punto di pil. Io ero assolutamente convinto che con mezzo punto di pil non avremmo avuto un ritorno nella direzione dell'incremento dei consumi e degli investimenti come quello di cui, invece, ci sarebbe stato bisogno. Ma le condizioni poste dai limiti del Trattato di Maastricht erano tali che mi sono dovuto fermare a quel livello. Sapevo bene che così avremmo fatto il solletico». «C'è in vista una azione forte dell'Italia in seno alla UE, voglio portare in un bagno di realismo i miei colleghi europei». Silvio Berlusconi, 13 maggio 2005 ci siamo vergognati sabato, 14 maggio 2005 alle ore 15:23 | commenti (11) | permalink
«Siamo a marzo, ci sono state le vacanze di Pasqua, non si può andare al mare e pretendere che il PIL cresca.»
Silvio Berlusconi, commentando i dati sulla produzione industriale in calo del 5,2%; 12 maggio 2005
ci siamo vergognati giovedì, 12 maggio 2005 alle ore 19:21
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«Se vi venisse la voglia di distrarvi e alle prossime elezioni politiche non andate a darci oltre il 50% dei voti c'è qualcuno, basta seguirlo sulle televisioni di tutta Italia, che ha già annunciato che non solo farà tornare in auge l'imposta sulle donazioni e sulle successioni, ma vi cuccate anche la patrimoniale. Non vogliamo un futuro soffocante e illiberale, ma vogliamo un Paese libero e prospero.»
Silvio Berlusconi; 12 maggio 2005
ci siamo vergognati giovedì, 12 maggio 2005 alle ore 19:17
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«Il voto per il "no" è, in realtà, o un atto di stupidità o il cosciente tradimento del principio che si afferma di difendere». Rocco Buttiglione, Ministro dei beni culturali, 11 maggio 2005 ci siamo vergognati giovedì, 12 maggio 2005 alle ore 06:29 | commenti | permalink
«Per il bene che voglio a Fini e per l'aiuto che ritengo di avergli dato nell'accreditamento presso il mondo cattolico giudico il passo da lui compiuto, al di fuori di ogni organo direttivo del partito, non soltanto un errore personale, ma un cambiamento di linea culturale, etica, politica, di Alleanza nazionale, "cattolica e nazionale" come è scritto nelle tesi di Fiuggi. Fini è il leader scelto dagli iscritti, e quindi con una responsabilità di guida e di indirizzo degli elettori, dai quali non può separarsi con una semplice dichiarazione di "libertà di voto" di ogni cittadino, anche se iscritto ad An». «Più che mai in questo caso, infatti l'astensione è un atto politico, non neutrale, né una fuga dalle responsabilità, ma un voto di conferma della legge che la maggioranza del Parlamento ha varato e che considero, sotto il profilo scientifico, giuridico, umano e politico, il massimo che la mia coscienza di elettore, di parlamentare e di cattolico può dare per rispondere alla sincera ansia di maternità e di paternità naturali. Le ulteriori concessioni alla cosiddetta "libertà di ricerca" sono l'espressione del relativismo etico, al quale io non intendo in nessun modo cedere neppure come legislatore». Gustavo Selva (AN), Presidente della Commissione esteri della Camera, 11 maggio 2005 ci siamo vergognati giovedì, 12 maggio 2005 alle ore 06:28 | commenti (1) | permalink
«Ho cercato di appianare i contrasti tra Putin e Bush, e ho rassicurato il presidente americano soprattutto sulla volontà democratica del presidente russo. [...] Bush e Putin hanno avuto un lungo colloquio positivo, ma li avevo preparati. Tutti e due erano stati opportunamente preparati dal sottoscritto[…] Il comunismo è ancora una minaccia per la libertà: ho applaudito i veterani, che non erano comunisti, ma patrioti russi, cosa ben diversa».
Silvio Berlusconi; 9 maggio 2005
ci siamo vergognati lunedì, 09 maggio 2005 alle ore 13:42
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«L’amicizia degli Stati Uniti verso l’Italia è fuori discussione. Ne hanno dato testimonianza a più riprese le massime autorità degli Stati Uniti, dal Presidente Bush al Segretario Rice che, sin dai momenti immediatamente successivi alla tragica scomparsa del dottor Calipari, hanno tenuto ad esprimere il loro più profondo dolore e il loro più profondo rammarico per l’accaduto. E, ancora ieri - lo sapete - il Presidente Bush, alla vigilia di questo dibattito parlamentare, ha voluto ribadire questi suoi sentimenti. Rimane altrettanto fuori discussione l’amicizia e la lealtà del Governo italiano e dell’Italia verso gli Stati Uniti. Non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di evidenziare le ragioni, oggi più che mai attuali, di un’alleanza che poggia su fondamenta incrollabili. Il suoi pilastri sono i principi comuni di democrazia e di libertà, principi che l’Italia e l’Europa possono oggi annoverare tra i loro valori fondanti anche grazie al sacrificio generoso di decine di migliaia di giovani americani che, nella seconda guerra mondiale prima e poi in quel terribile conflitto non dichiarato che è stata la guerra fredda, li hanno affermati proteggendoli dalla minaccia dei totalitarismi che imperversavano nel nostro continente». «Principi comuni che siamo ora impegnati a consolidare ogni giorno, lavorando fianco a fianco dei nostri amici americani, contro la minaccia del totalitarismo del nuovo millennio, quella del terrorismo fondamentalista, che ha svelato il suo volto più crudo e spietato in quella tragica mattina dell’11 settembre 2001, che portò persino il quotidiano Le Monde a pubblicare in prima pagina il titolo: Siamo tutti americani». Un proclama che conserva per noi, tutto intero, il suo valore e il suo significato. La nostra amicizia, l’amicizia tra l’Italia e gli Stati Uniti ha superato prove più difficili di questa. È un’amicizia sincera, leale e non subalterna; lo dimostra anche il fatto che, in questo caso, non abbiamo inteso accettare conclusioni dell’inchiesta che erano in contraddizione con la nostra ricostruzione dei fatti e nelle quali non potevamo quindi riconoscerci. Rimane immutato il nostro impegno a fare il possibile per accertare la verità su tutte le circostanze e le eventuali responsabilità dalle quali è dipesa la tragica scomparsa di un eroico servitore della Repubblica, che ha sacrificato la vita nello svolgimento di una missione delicata e pericolosa e al quale, italiani ed americani, hanno reso unanimemente omaggio. Si tratta di un impegno che intendiamo onorare per il riguardo che dobbiamo alla memoria del dottor Calipari, un dovere che sentiamo di avere anche nei riguardi dei familiari, ai quali la sua morte prematura lo ha strappato anzitempo». «(...)non abbiamo alcuna intenzione di stabilire alcun nesso tra la valutazione della vicenda in cui ha perso la vita il nostro funzionario ed il ruolo del nostro paese in Iraq». Silvio Berlusconi, intervenendo in Parlamento per informare sugli esiti delle indagini per la morte di Nicola Calipari ci siamo vergognati venerdì, 06 maggio 2005 alle ore 09:06 | commenti (4) | permalink
«Se vince le elezioni l’Unione sarà un governo debole con un potere forte, un governo diviso sui programmi ma non nella volontà di dominare con il suo personale politico l’amministrazione, la cultura, la società». Gianni Baget Bozzo, Il Giornale, 4 maggio 2005 ci siamo vergognati venerdì, 06 maggio 2005 alle ore 09:01 | commenti (9) | permalink
«Onestamente, io devo ringraziare Bin Laden. Senza l'11 settembre sarei rimasto una non persona, quella costruita da Mani Pulite e scomparsa da ogni radar. Dopo le Torri Gemelle anche il cittadino più distratto ha cominciato a sentire di nuovo il bisogno di competenza, a desiderare di sentir ragionare. Non così il ceto politico che negli ultimi 12 anni ha continuato a fissarsi l'ombelico, atrofizzando le vertebre del collo e non riuscendo più a rialzare la testa per guardare oltre il cortile di casa. […] E’ stato un bel giorno quando ho cominciato a ricomparire nei radar e a essere invitato in televisione. […] Vedo solo i pirla con le bandiere della pace. […] La cosa peggiore era prendere l'aereo e restare alla mercé di gente che ti diceva ladro, vergogna. […] Ormai non c'è nessuno in buona fede che non ammetta che Mani Pulite è stata un'operazione inventata e gestita dal Partito comunista. Lei può credere seriamente che un episodio come il tiro delle monetine a Craxi possa essere un gesto spontaneo?».
Gianni De Michelis, Nuovo PSI
ci siamo vergognati giovedì, 05 maggio 2005 alle ore 10:43
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«E' impensabile che oggi di fronte al disordine mondiale si possa escludere l'uso della forza. […] I neocon hanno centrato un tema fondamentale: la sicurezza sta nell'espansione della democrazia. […] Esportare la democrazia è un grande obiettivo ed è l'asse fondamentale di una nuova sicurezza internazionale. […] Sarà anche un terreno di confronto con la destra americana perché la sicurezza e l'ordine dovranno essere basati sul diritto internazionale e non sull'uso della forza, anche se, esportare la democrazia con successo, vuol dire non escludere l'uso della forza a priori. […] Il multilateralismo non può essere interpretato come condivisione di impotenze e accettazione dello status quo, ma come un sistema efficace in grado di intervenire attivamente nelle crisi ecnomiche e umanitarie, senza accettare solo la visione ottocentesca della sovranità nazionale. […] Noi abbiamo criticato l'accodamento italiano alla politica degli Stati Uniti. Ma anche nella posizione della Francia si è riflettuta una visione strumentale dell'Europa, speculare all'azione di quei paesi che si sono accodati agli Stati Uniti. Anche i socialisti francesi, infatti, hanno giustamente criticato il carattere nostalgico del neogaullismo».
Massimo D’Alema, europarlamentare e presidente dei Democratici di Sinistra, nel discorso alla Fondazione Italianieuropei; 3 maggio 2005
ci siamo vergognati mercoledì, 04 maggio 2005 alle ore 16:48
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«Aboliamo il Primo maggio e non se ne parli più. Troviamo un altro giorno, magari con ponte garantito, e basta coi comizi che, malgrado gli ingaggi delle rockstar, non riescono a cancellare quel tanto di vecchio armamentario un po' sovietico che rimane. E la smettano le banalissime telecronache di affondare nella solita orgia di opportunismo. Le bandiere rosse sono bellissime soltanto per chi ama le bandiere rosse, ma per tutti gli altri il rosso è un colore che divide, non che unisce. L'accusa di revisionismo è nell'aria e del resto, lo confesso, mi calza come un guanto perché è proprio ora di revisionare le attrezzerie teatrali del secolo scorso. E il Primo maggio è un pezzo dell'attrezzeria: vecchiume da cui si può prendere soltanto il tetano. Sì, una volta era un'altra cosa, ma oggi non più: del passato che cosa resta? Dita di gloriosi sindacalisti gialle di nicotina, macchine sgangherate con l'altoparlante sul portapacchi, e nell'aria un sospetto di esaltazione dello schiavismo.
Proprio così: nella retorica del Primo maggio si annidano grumi di memorie inconfessate, se non Spartaco o il Quarto stato di Pellizza da Volpedo, almeno le cariche della Celere di Mario Scelba, o l'eco dei bambini minatori e di David Copperfield. Quel che non va è proprio la retorica di un mondo morto e non ci sono ingaggi di musica sotto il palco che possano dare vita a ciò che è morto.
[...]
Che senso ha fare festa in memoria di ciò che non esiste più, quando potremmo ispirarci a eventi molto più recenti e cocenti? Per esempio, se proprio dovessimo ispirarci al sangue versato, potremmo celebrare la sconfitta del terrorismo nell'anniversario dell'assassinio di Aldo Moro. Sempre sgradevole, ma più attuale. Invece si mantiene in vita un rito che, con tutte le migliori intenzioni, somiglia più al compleanno di Kim Il Sung che ai sogni di chi lavora.
Io mi sono sorbito e ho descritto non meno di 20 Primo maggio in vita mia: conosco il profumo di quella mattina di sole, il fruscio delle bandiere, gli altoparlanti assordanti, il volo delle rondini e degli elicotteri della polizia e penso di poter dire che si tratta soltanto di una cattiva abitudine, come il fumo. Ci vuole un Sirchia che vieti le feste che portano con sé memorie di sangue e di parate militari.
[...]
Di qui la mia immodesta proposta: smettiamo subito di terrorizzare un secolo appena nato con le memorie di un mondo di cui conserviamo uno spaventato ricordo e che non è più il nostro e meno che mai quello di chi è appena nato o che nascerà».
Paolo Guzzanti su Panorama del 29 aprile 2005
ci siamo vergognati martedì, 03 maggio 2005 alle ore 22:49
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«Ieri, in occasione della ricorrenza della festa del primo maggio, abbiamo avuto una conferma del fatto che in Italia non c'è democrazia e che le televisioni sono tutte in mano a Silvio Berlusconi. Su Raitre, infatti, sono state trasmesse otto ore consecutive di propaganda ininterrotta e sguaiata contro il presidente del consiglio e contro il suo governo. In questa occasione, i nostri complimenti vanno anche alla Rai, per aver offerto un servizio limpido e imparziale: ci chiediamo se i campioni della par condicio avranno qualcosa da commentare al riguardo. Ma non ci facciamo illusioni».
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, riferendosi al concerto del 1° maggio; 2 maggio 2005
ci siamo vergognati martedì, 03 maggio 2005 alle ore 07:48
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«La nostra posizione danneggia le donne? Beh, allora se stiamo a questo danneggia anche gli uomini. Anche loro, nel caso del no all'eterologa, rinunciano ad avere figli. Ma che discussione è? Ma quale tipo di danno comporta? Possono fare l'omologa a determinate condizioni. Cosa vogliono ancora, le donne? Vogliono prendere il seme del primo che passa per la strada, di chi non conoscono? Non credo. La nostra posizione sull'eterologa, il nostro dire no, è proprio per tutelare il bene della donna. […] Questi problemi non vanno mai lasciati in mano ai politici. Mai. Perché non capiscono niente. Io vorrei vedere se uno di loro è mai stato in un laboratorio al meno una volta a vedere un trapianto di ovulo oppure una inseminazione omologa o eterologa. Scommetto di no».
Mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, in un’intervista al “Corriere della Sera” del 30 aprile 2005
ci siamo vergognati domenica, 01 maggio 2005 alle ore 09:15
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