Ci vergognamo per loro
Vergognose citazioni di persone senza vergogna

 

«E’ un democristiano ambiguo, pallido e flaccido, socio di Casini negli affari della botteghina cattopportunista. […] Ci si domandava: cosa mai vorrà Follini, due ministri, quattro segretari, una Mercedes, due Lancia, una villa in Sardegna? All’improvviso, si mise a cuccia a rosicchiare un osso. Mistero. […] A Follini, comunque, non affiderei nemmeno il mio cane (Ciro) per i bisognini quotidiani.»
 
Vittorio Feltri, su Libero del 28 aprile 2005

ci siamo vergognati giovedì, 28 aprile 2005 alle ore 10:25 | commenti (21) | permalink

 

«Il Presidente del Consiglio ha lanciato un progetto politico innovativo mettendo in gioco se stesso e la sua leadership. Un progetto che punta diritto verso il futuro scavalcando in maniera netta anche le ridicole formule unitarie escogitate dal centrosinistra. Sarà forse per questo che l'Unione già ci invidia?»
 
Maurizio Lupi, responsabile territoriale di Forza Italia; 26 aprile 2005

ci siamo vergognati giovedì, 28 aprile 2005 alle ore 08:35 | commenti (14) | permalink

 

«Lasciatemelo dire, signori dell'opposizione, vi è anche il fatto che noi abbiamo un vizio tutto italiano, perché leggendo i giornali degli altri paesi non trovo opposizioni di tali paesi che continuano a predicare ed a sbandierare così tanto pessimismo, catastrofismo e disfattismo. […] Non nego assolutamente - chi lo vuol negare? - che l'incursione dell'euro nei conti delle famiglie italiane ha portato difficoltà per una certa parte delle stesse famiglie italiane a chiudere anche la quarta settimana del mese, ma l'introduzione dell'euro non è certamente qualcosa che si può addebitare a questo Governo. […] Ritorno, quindi, ad un invito che ho rivolto più volte: è inutile che fate gesti che vorrebbero indurmi a non ripetere considerazioni che ho già fatto. Le ho già fatte, ma continuo a ripeterle: se voi andate in televisione tutte le sere e dite che l'Italia è un paese che va alla malora gli altri finiscono per considerare che è così. Tecnicamente, si chiamano, queste vostre profezie, self fullfilling profecies, profezie che finiscono con l'avverarsi per davvero. Quindi, io, nella mia vita non priva di successi - penso che almeno questo me lo vorrete accreditare non ho mai visto alcuno giungere a buoni risultati partendo da una posizione di pessimismo! E, allora, smettetela, una buona volta, di fare i disfattisti. […] C'è da dire che questa maggioranza ha sbagliato ed io per primo: infatti, il Presidente del Consiglio, per primo, intendendo essere il Presidente del Consiglio di tutti gli italiani, non ha voluto scendere in campo a fare una campagna elettorale. Ebbene, nel 2000, quando abbiamo vinto le elezioni regionali, era successo tutto il contrario. E questa volta, mentre i vostri elettori votano per principio (lo avete ricordato in quest'aula questa mattina) inquadrati, diligenti e disciplinati, i nostri elettori sono più individualisti e, per nostra fortuna, hanno più senso critico. […] Agli amici della sinistra direi di non farsi troppe illusioni sul fatto di avere già la vittoria in tasca, perché vedete, signori della sinistra, gli italiani hanno tanto buon senso e sanno bene che c'è un'egemonia culturale vostra da decenni, sanno bene che voi dominate nelle scuole, nelle università, tra i giornalisti televisivi, sui giornali, nella magistratura, nelle procure, nella Corte costituzionale (undici a quattro) e mi fermo qui! Quindi, non vorranno dare a voi anche il Governo e la maggioranza parlamentare. Sono troppo saggi e sanno benissimo che non ci sarebbe più una piena democrazia, ma avremmo una democrazia minore, perché una democrazia vera si fonda sul sistema del check and balance, dei pesi e dei contrappesi. È anche per questo, perché siamo sicuri che gli italiani non vorranno dare tutto nelle mani della sinistra che noi ci accingiamo ad un anno straordinario per una vittoria finale, tra un anno, come abbiamo vinto nel 2000. Tanti auguri! Vi chiedo la fiducia.»  
 
Silvio Berlusconi, nel suo discorso alla Camera dei Deputati; 27 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 27 aprile 2005 alle ore 22:20 | commenti (13) | permalink

 

«Tutti insieme dobbiamo ora lavorare per portare a termine il progetto di modernizzazione dell'Italia, anche perché non credo che ci sia un'altra possibilità per il nostro Paese. L'alternativa, quella dell'opposizione, è infatti sterile. E' capace solo di criticare e non ha mai portato delle soluzioni. Non hanno un progetto perché sono troppo divisi e distanti tra loro, a partire dalla politica economica e dalla politica estera. La loro alternativa si realizza nell'insulto e nella critica a ciò che facciamo».
 
Silvio Berlusconi; 26 aprile 2005

ci siamo vergognati martedì, 26 aprile 2005 alle ore 19:17 | commenti (12) | permalink

 

«Trionfa la retorica (e le omertà) sul 25 aprile. La democrazia delle bandiere rosse. Ci è toccata anche ieri l'annuale overdose di retorica. Il 25 aprile ha avuto a Milano, piazza Duomo, il suo trionfo di luoghi comuni (e comunisti), come da tradizione. […] A distanza di dodici lustri dalla resa dei conti, spacciare quel giorno di sangue e violenze per simbolo della democrazia, di valori eterni quali la libertà, è un'operazione cara solo ai falsificatori e ai mistificatori. [...] Nell’arte di uccidere gli uomini morti i compatrioti dell’epoca si rivelarono autentici specialisti. E udire ad ogni 25 aprile i salmi degli oratori di turno irrita o induce al riso, naturalmente amaro. […] Una Liberazione autentica sarebbe quella dai comunisti sopravvissuti al comunismo, alle sue demagogie, alle sue ipocrisie, ai suoi delitti, alla sua tragedia. Ecco, liberateci da questi reazionari e allora si potrà festeggiare il 25 aprile e dargli un senso, il senso della democrazia (non popolare).»
 
Vittorio Feltri, sulla prima pagina di Libero del 26 aprile 2005

ci siamo vergognati martedì, 26 aprile 2005 alle ore 07:57 | commenti (13) | permalink

 

«Se dipendesse da me, venderei o darei in concessioni di cento anni tutte le spiagge e tutti gli stabilimenti marittimi. Con il ricavato finanzierei grandi piani di turismo, veri e concreti, nel mezzogiorno».

«La devolution? Sono riforme se spiegate bene, e non con le polemiche, saranno capite. Se c'è una cosa che il Sud deve temere è la trimurti Prodi-Fassino-D'Alema: non sono il dottore, sono la malattia».

Giulio Tremonti, Vicepresidente del Consiglio, intervista al Tg5, 25 aprile 2005

ci siamo vergognati lunedì, 25 aprile 2005 alle ore 22:13 | commenti (7) | permalink

 

Prima pagina de "la Padania" del 24 aprile 2005

ci siamo vergognati domenica, 24 aprile 2005 alle ore 18:04 | commenti (15) | permalink

 

«Spero solo che qua in Italia non arrivi mai un simile bacillo cancerogeno, che attenta alla verità della vita e degli esseri umani».
 
Mons. Paolo Atzei, vescovo di Sassari, commentando la legge spagnola sui matrimoni gay; 22 aprile 2005

ci siamo vergognati domenica, 24 aprile 2005 alle ore 18:03 | commenti (8) | permalink

 

Eminenza, in Spagna la Camera ha appena approvato la legge che autorizza i matrimoni gay. Qual è il suo giudizio?
«Che io sappia, dal nostro osservatorio, ci sono solo tre nazioni che hanno votato questo tipo di legge disumana e iniqua: il Belgio, l’Olanda e adesso la Spagna. Ora, mi faccia capire: tutti gli uomini di tutte le culture e fedi in tutti i tempi che hanno pensato la famiglia come l’unione di un uomo e di una donna si erano forse sbagliati?»

Cosa farà la Chiesa?
«Giovanni Paolo II protestò per amore dell’uomo, della famiglia, dei figli, e anche il Papa attuale, Benedetto XVI, ha parlato con grande chiarezza di quanto fosse distruttiva questa legge che apre la via alla disumanizzazione. La Chiesa è unita in questa verità che non si può cambiare e che i giuristi invece vorrebbero modificare senza una ragione profonda. Ma una legge di grandissima iniquità come questa non obbliga, non può obbligare».

In che senso, eminenza?
«Non è che una legge abbia ragione per il solo fatto di essere una legge e non perché sia buona o faccia del bene, sarebbe una forma di positivismo giuridico che non ha senso. Non si possono imporre cose inique ai popoli. Anzi: proprio perché sono inique, la Chiesa chiama con urgenza alla libertà di coscienza e al dovere di opporsi».

E in questo caso per chi varrebbe, per i consiglieri comunali che dovessero celebrare le nozze?
«Parlo di tutte le professioni che in qualche modo possono avere a che fare con la sua applicazione: la stessa obiezione di coscienza che si richiede a medici e infermieri contro un crimine come l’aborto. Non è facoltativo: tutti i cristiani, come dice la Evangelium Vitae, devono essere pronti anche a pagare il prezzo più alto, fosse anche la perdita del lavoro. E poi non c’è solo il problema delle nozze...».

La legge autorizza di fatto anche le adozioni, no?
«In un crescendo di assurdità, si arriva alla parte più insensata e negativa di tutte. Ricordo che nell’89 le Nazioni Unite hanno riunito un congresso importantissimo sull’infanzia nel quale si è detto: il principio fondamentale è che l’adozione faccia bene ai bambini e non a quelli che li adottano. Il bambino non è un giocattolo, una cosa che deve dare piacere ai vecchi o alle famiglie. Al contrario, sono le famiglie a dover aprire con amore un futuro per il bene di questi bambini».

E qual è il rischio più grave, secondo lei?
«Dicono: i bambini che crescono nelle famiglie omosessuali sono felici! Ma chi può dirlo? Oggi sono bimbi, ma fra cinque o dieci anni saranno adolescenti e cosa diranno ai coetanei quando chiederanno loro dei genitori? Come si sentiranno dal punto di vista psicologico? Di più: i bambini tendono a imitare i genitori, il padre e la madre diventano un modello di complementarità, di ricchezza. Anche gli psicologi hanno sempre detto che uomo e donna si completano. Come faranno invece i ragazzini cresciuti da due donne o due uomini? Magari riprodurranno quel modello falso e non per scelta, ma perché è l’unico che conoscono».

Come vede la situazione in Italia?
«Grazie a Dio l’Italia ha la testa alta e ancora sostiene la vera antropologia e il rispetto di ogni uomo. Anche il caso Usa è interessante, un grande impero che mostra come i valori morali siano fondamentali. Quanto alla Spagna, è chiamata a una riflessione profonda, del resto non c’è cosa al mondo più flessibile e accidentale della politica...».

Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, da un'intervista sul Corriere della Sera, 22 aprile 2005

ci siamo vergognati sabato, 23 aprile 2005 alle ore 12:28 | commenti (5) | permalink

 

«Spero che le voci che si sono alzate alla vigilia del 60esimo anniversario della liberazione da parte di Epifani e di Veltroni non anticipino quale sarà il carattere delle celebrazioni da parte della sinistra. Il 25 aprile non è e non deve diventare l'occasione per la difesa della Costituzione. Non c'è bisogno, infatti di difendere la carta Costituzionale perché la riforme approvate da questo governo hanno il grande merito di avere impedito lo stravolgimento della Costituzione operato proprio da parte della sinistra nella scorsa legislatura e contengono, viceversa la piena realizzazione dei principi fondamentali della Costituzione, indicati durante i lavori della Costituzione. Se, anche quest'anno, la sinistra intende attribuire strumentalmente al 25 aprile un altro significato politico che non ha si renderà responsabile di un atto di divisione arbitraria della coscienza degli italiani e dell'unita' nazionale».
 
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia; 22 aprile 2005

ci siamo vergognati sabato, 23 aprile 2005 alle ore 11:16 | commenti (1) | permalink

 

«“La verità vi renderà liberi”. Magari non farà vincere le elezioni, specie in un Paese ancora avvelenato da un vecchio modo di fare politica e ammorbato da un linguaggio "politicamente corretto" che confonde e nasconde problemi, soluzioni, valori e ideali. Ma ci renderà liberi. E allora è giunto il momento di dirla forte e chiara questa verità, senza remore, a partire da un’autocritica necessaria e onesta: se un errore lo abbiamo commesso, noi che abbiamo creduto al progetto di Silvio Berlusconi e della Casa delle Libertà, è stato quello di essere troppo timidi, di cercare il compromesso in maniera anche ingenua, di non saper comunicare, o meglio ribadire, i valori e i "sogni" che i nostri ideali portano in sé. Ma oggi è la realtà a chiamarci, a svegliarci, a darci coraggio: in questi giorni strani, apparentemente complessi, in cui veniamo investiti da un’ordalia di parole e di commenti ipocriti e fasulli, è giunto il momento di vincere la timidezza e di abbandonare l’eccessiva prudenza. Ebbene, la prima, grande verità è che Silvio Berlusconi ha alzato la testa e, a costo di rimetterci il suo governo e la sua carica di Presidente del Consiglio, sta offrendo al Paese la possibilità di un futuro migliore, in cui veramente esista una forza politica e sociale riformatrice, moderna, capace di fare argine ai poteri forti e a quelle istituzioni internazionali che ormai decidono i nostri destini e giocano con le nostre vite. Oggi, in Italia e non solo, lo scontro non è più fra una destra e una sinistra tradizionali: da noi, la cosiddetta sinistra è in realtà il ricettacolo di tutti i più biechi conservatorismi, ha legami profondi e dichiarati proprio con quei "poteri forti" che hanno portato l’Europa sull’orlo della disperazione. È così da anni. Da quando, rovesciando su chi si permetteva di dissentire la consueta dose di insulti e delegittimazione, si è deciso di accettare una moneta unica mal pensata e male introdotta.
Che l’euro fosse un’opportunità non lo nega nessuno. Che si sia trasformato con il tempo in uno strumento di vessazione per i cittadini e di disperazione per il mercato dell’export, è ormai così evidente che non dovrebbe nemmeno essere necessario sottolinearlo. Stiamo parlando delle stesse istituzioni che, a fronte di una crisi spaventosa e perdurante di tutto il continente europeo, si rifiutano di intervenire per aiutare la competitività nei confronti dei colossi asiatici emergenti. E qui non si tratta solo di una questione economica, ma di giustizia sociale: innanzitutto, è impensabile impostare un mercato globale ove alcuni degli attori rispettano le regole mentre per altri le regole non esistono. La conseguenza, ovvia, è che i secondi invadono il mercato con merci a bassissimo costo e ci mettono in ginocchio. La seconda considerazione, ed è un pilastro della giustizia sociale e dei diritti umani, è che ben venga l’apertura a nuove realtà commerciali, ma non al prezzo di sopportare la schiavitù e lo sfruttamento di esseri umani, donne e bambini. Dove sono i campioni della giustizia e dell’uguaglianza, quando si parla dei diritti dei lavoratori in Cina? Dove si nascondono? Quali interessi li spingono a voltare lo sguardo? Ipocriti. Ipocriti che non dicono mai la verità, ma la immolano sull’altare di giochetti politici e di potere che ci danno la nausea. I commentatori "neutrali" fingono di non sapere che Silvio Berlusconi ha accettato di rischiare tutto in nome dei propri ideali. I commentatori di parte (sinistra) fingono di indignarsi di fronte alla crisi del centrodestra, e manifestano un nervosismo incomprensibile: ma come? Dovrebbero essere felici, esultare, fregarsi le mani. E allora perché non lo fanno? Perché, al di là delle dichiarazioni di facciata, hanno colto negli attuali avvenimenti quello che è per loro il vero rischio: che qualcuno cominci a dire la verità, solo la verità, e a farlo senza pensare a vittorie elettorali o a poltrone da mantenere, ma per onestà intellettuale. L’onestà intellettuale, categoria da sempre sconosciuta a gran parte della sinistra nostrana, muove le montagne.
Magari si scontra con l’opposizione di chi con la realtà ci gioca per piegarla a proprio vantaggio: ma prima o poi sfonda, viene percepita, guida i popoli verso la libertà e la consapevolezza. Ecco perché la sinistra ha paura. Perché oggi si sta giocando una partita ben più importante rispetto a quella politica nazionale. Oggi siamo di fronte a una svolta epocale, ancor più che in passato. Si tratta di una vera e propria rivoluzione, pacifica, intellettuale e pratica, che chi comincia a intuire l’inganno porta nel cuore. Milioni di persone aspettano solo una chiamata. Avete visto che sta succedendo in Francia? Avete ascoltato, anche se un’informazione drogata e a senso unico fa di tutto per tacerla, la voce dello scontento che sale in tutto il continente? Signori, i nostri sinistri burocrati assecondano i burocrati europei per pura sete di potere. Non hanno ideali o soluzioni. Non possono fare nulla per migliorare le vostre vite, e nemmeno gli interessa. Il loro intento è di conquistare le poltrone e di servire un padrone malvagio, che vuole fermare il tempo, le novità, vuole affondare i sogni e le aspirazioni di ogni individuo seppellendoli sotto una coltre grigia che rischia di soffocare la libertà. Vedrete come andranno d’amore e d’accordo; vedrete come saranno tolleranti con un eventuale governo Prodi, i burocrati europei. E poi chiedetevi il perché. Chiedetevi perché chiunque tenti di opporsi a questa oligarchia invisibile si trovi costantemente sotto attacco. Chiedetevi quali interessi impediscano alle istituzioni continentali di intervenire per arrestare il declino di tutti noi. Chiedetevi dove sta la verità. E, infine, guardate nei vostri cuori. Perché lì troverete la risposta a queste domande. Cancellate la propaganda, i "teatrini", le chiacchiere: guardate voi stessi, ascoltate i valori e gli ideali che parlano in voi, provate a pensare a chi, di fronte a una situazione di crisi e di insoddisfazione diffusa, sta cercando faticosamente, contro tutto e tutti, di offrirvi un avvenire diverso. Certo, Silvio Berlusconi avrà commesso errori come ogni altro essere umano. E ne avranno commessi i suoi alleati, anche i più sinceri. Ma gli errori si correggono, aiutano a migliorarsi, mentre valori e gli ideali non mutano: a questi dobbiamo guardare. E dobbiamo ringraziare il presidente del Consiglio, che con coraggio sta rischiando tutto, perché la battaglia è fra i valori e gli ideali di un mondo di libertà e il grigiore ipocrita di un’oligarchia di burocrati senza umanità. Ed è il momento che ognuno di noi scelga veramente da che parte vuole stare».
 
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, su “il Giornale” del 21 aprile 2005

ci siamo vergognati sabato, 23 aprile 2005 alle ore 11:15 | commenti (4) | permalink

 

 

«L'Italia non è per niente una sorvegliata speciale dell'Unione sui conti pubblici; gli ammonimenti di Almunia sono solo degli annunci di annunci di annunci. Se la Commissione prendesse l'abitudine di dare avvisi minacciosi sarebbe contrario allo spirito dei trattati».
 
Franco Frattini, commissario alla Giustizia della Commissione europea; 22 aprile 2005

 

ci siamo vergognati sabato, 23 aprile 2005 alle ore 09:55 | commenti (2) | permalink

 

Ascoltaci, o Signore (di Arcore)

Titolo di Libero del 22 aprile 2005

ci siamo vergognati venerdì, 22 aprile 2005 alle ore 08:15 | commenti (17) | permalink

 

«Sua Santità Joseph Ratzinger è la più bella affermazione di identità che potessero dare i cardinali»

Francesco Storace, ex Presidente della regione Lazio, a proposito del neo papa Benedetto XVI, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:38 | commenti (16) | permalink

 

«Un papa vicino alla sensibilità popolare e ai valori profondi e tradizionali della fede cristiana. Ratzinger è l'unica cosa non di sinistra in Italia»

Roberto Calderoli, Ministro per le riforme, a proposito del neo papa Benedetto XVI, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:36 | commenti (5) | permalink

 

«Ha vinto il mio candidato»

Lucio Stanca, Ministro per l'innovazione e la tecnologia, a proposito del neo papa Benedetto XVI, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:33 | commenti (5) | permalink

 

«Saprà giungere a nuovi traguardi sulla via della pace e della giustizia nel mondo»

Gianfranco Fini, Ministro degli esteri e Vicepresidente del Consiglio, a proposito del neo papa Benedetto XVI, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:30 | commenti (2) | permalink

 

«Rappresenterà per noi il primo riferimento spirituale»

Silvio Berlusconi, a proposito del neo papa Benedetto XVI, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:27 | commenti (2) | permalink

 

«Una guida spirituale sicura nelle difficoltà»

Pierferdinando Casini, Presidente della Camera riferendosi al neo papa Benedetto XVI, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:24 | commenti | permalink

 

«Benedetto XVI saprà risvegliare l'Europa. O il continente riconosce le sue radici cristiane e la sua identità e ne fa una bandiera, oppure si arrende»

Marcello Pera, Presidente del Senato della Repubblica, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:21 | commenti | permalink

 

«Devo dire che sono stato fortunato perché nell'85 lo intervistai per un libro sul rapporto con la fede, un libro che fece scalpore in tutto il mondo»

Vittorio Messori, scrittore, parlando di una sua intervista al cardinale Ratzinger appena diventato papa, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:17 | commenti (1) | permalink

 

«L'ho intervistato e il suo collaboratore mi disse "lei dottore è un uomo fortunato perché il cardinale non concede interviste»

Bruno Vespa, giornalista, parlando di una sua intervista al cardinale Ratzinger appena diventato papa, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:15 | commenti (1) | permalink

 

«Un'intervista assolutamente straordinaria»

Giuseppe De Carli, giornalista, parlando di una sua intervista al cardinale Ratzinger appena diventato papa, 19 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 22:11 | commenti | permalink

 

«Chissà se lo Spirito Santo, stressato dalla fatica di insufflare buon senso nelle zucche dei cardinali che hanno eletto il nuovo Papa, troverà ancora l'energia per svolazzare su Palazzo Madama e su Montecitorio. Speriamo. Altrimenti sarà quel che sarà e non ciò che Dio vorrà».
 
Vittorio Feltri su Libero del 20 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 20 aprile 2005 alle ore 14:43 | commenti (2) | permalink

 

«Vincono i rompiballe».
 
Titolo di Libero del 16 aprile 2005

ci siamo vergognati domenica, 17 aprile 2005 alle ore 09:25 | commenti (4) | permalink

 

Parlando delle celebrazioni che si svolgeranno il 25 aprile a Milano per il 60° anniversario della Liberazione.
 
«Preferisco andare in Val Camonica. La presenza di Ciampi strumentalizza, ammanta tutto di retorica».
 
Matteo Salvini, europarlamentare della Lega Nord; 15 aprile 2005
 
«Quel giorno ho di meglio da fare».
 
Ignazio La Russa, vicepresidente di Alleanza Nazionale; 15 aprile 2005

ci siamo vergognati sabato, 16 aprile 2005 alle ore 16:57 | commenti (5) | permalink

 

«Se questo centrosinistra prodiano, con questa politica, con questi agganci, dovesse (ora o fra un anno) andare al potere, io me ne andrei dal nostro Paese in modo doloroso e dolorante ma anche come espressione di lotta e di speranza, come era espressione anche di speranza il gesto di coloro che andavano in esilio agli albori del nazismo e del fascismo e ahimè a volte non del comunismo».
 
Marco Pannella, in un intervento a Radio Radicale; 16 aprile 2005

ci siamo vergognati sabato, 16 aprile 2005 alle ore 16:06 | commenti (8) | permalink

 

«Temo che non vi libererete troppo facilmente di me...»
 
Silvio Berlusconi; 15 aprile 2005

ci siamo vergognati venerdì, 15 aprile 2005 alle ore 14:20 | commenti (7) | permalink

 

«Io sono stato eletto dalla maggioranza degli italiani che hanno fatto un segno sul mio nome. Il presidente del Consiglio è capo di una maggioranza che gli italiani hanno votato e va avanti tranquillamente. Il rischio di una crisi non mi spaventa. Se altri tradiscono il voto degli italiani non mi riguarda».
 
Silvio Berlusconi; 14 aprile 2005

ci siamo vergognati venerdì, 15 aprile 2005 alle ore 08:29 | commenti (5) | permalink

 

«I have been supportive of the death penalty, both as governor and President. And the difference between the case of Terry Schiavo and the case of a convicted killer is the difference between guilt and innocence. And I happen to believe that the death penalty, when properly applied, saves lives of others. And so I'm comfortable with my beliefs that there's no contradiction between the two».
 
«Ho appoggiato la pena di morte sia da governatore sia da presidente. La differenza tra il caso di Terry Schiavo e il caso di un omicida è la differenza tra colpevolezza e innocenza. Sono convinto che se la pena di morte viene applicata bene, salva altre vite. Mi sento in pace con le mie convinzioni che non vi sia una contraddizione tra i due casi».
 
George W. Bush, durante il discorso alla Convention dell'American Society of Newspaper Editors; 14 aprile 2005

ci siamo vergognati venerdì, 15 aprile 2005 alle ore 08:25 | commenti (3) | permalink

 

«Almunia non è nuovo a un partecipazione un po’ troppo ravvicinata alla politica italiana. […] Parla troppo e non è suo compito fare queste affermazioni. […] Sinceramente non capisco l’atteggiamento di Almunia e chiedo a Siniscalco di reagire in modo duro. Finora non ho visto una reazione di questo tipo e mi auguro che arrivi al più presto. Ritengo che l’atteggiamento di Almunia sia fortemente criticabile e anche sanzionabile dal Consiglio, nei confronti di un commissario che fa troppa politica e ne fa troppa di parte».
 
Renato Brunetta, europarlamentare di Forza Italia; 12 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 13 aprile 2005 alle ore 12:46 | commenti (2) | permalink

 

«Quando Roma è in difficoltà, in Padania siamo allegri. Noi abbiamo la spina dorsale dritta e abbiamo il lavoro»
«Io sono indipendentista e mi interessa solo la libertà della Padania. Del resto non me ne frega un ...»

Mario Borghezio, deputato europeo della Lega Nord, commentando i problemi della maggioranza di governo, 11 aprile 2005

ci siamo vergognati lunedì, 11 aprile 2005 alle ore 16:00 | commenti (16) | permalink

 

«In questi dieci anni ho visto Berlusconi affrontare situazioni drammatiche, e ho potuto constatare che proprio in quei momenti è capace di rivelare risorse inaspettate di coraggio, di dedizione e di acume politico. Non mi pare che vi siano altro leader che abbiano queste capacità e soprattutto questa tempra morale e ideale».
 
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, in un’intervista a “il Giornale” dell’11 aprile 2005

ci siamo vergognati lunedì, 11 aprile 2005 alle ore 14:50 | commenti (4) | permalink

 

«E poi: chi al posto mio? Anzi. Qualunque cosa, ma tutti sappiamo che non possiamo prescindere da Silvio Berlusconi.  La premessa di tutti è che senza Silvio Berlusconi non c’è il centrodestra».
 
Silvio Berlusconi, in un’intervista a Libero del 7 aprile 2005

ci siamo vergognati venerdì, 08 aprile 2005 alle ore 18:52 | commenti (4) | permalink

 

«Qui c'è la tecnica di falsificazione assoluta e puntuale dell'opposizione su tutte le cose. Non c'è una promessa fatta in campagna elettorale che non abbia avuto seguito».
«Io l'ho mantenuto il "meno tasse per tutti", nella maniera più assoluta. Ci sono 35000 miliardi di meno di lire nelle casse dello Stato e in più nelle tasche degli italiani; 28 milioni di italiani pagano oggi meno tasse rispetto al 2001. Abbiamo eliminato le tasse per le famiglie meno fortunate, per le classi più povere costituendo la no-tax area per cui non devono nemmeno fare la dichiarazione delle tasse».
«Non c'è un'affermazione che io abbia avuto la malaugurata sorte di ascoltare in questa campagna elettorale da parte di questa straordinaria, fantastica classe di comunicatori di sinistra che risponda al vero. Siete dei campioni nel ribaltare la verità».
«Io penso che se l'onorevole Rutelli un giorno si dovesse trovare nella sfortunata necessità di dovere dire a qualcuno che lo interrogasse, non solo il suo cognome, ma anche il suo nome, Francesco Rutelli, due verità potrebbero fargli venire un colpo perché è capace soltanto di inanellare una serie infinita di falsità».
«Voglio spiegare a tutti i giovani che l'articolo 18 è quello che fa sì che non si può assumere delle persone da parte di un'impresa, perché assumere una persona è come se la sposassi. E' più facile divorziare dalla propria moglie che licenziare qualcuno. Qui, Marco Biagi, anche con il suo sacrificio, ha messo in campo una modifica del sistema del mercato del lavoro per cui c'è stato un grande incremento delle assunzioni di giovani».
«Io, che ho sempre curato Forza Italia quando ero all'oppsizione, in quegli anni che chiamammo della traversata del deserto mi interessavo soltanto di quello, dal 2001 non mi sono mai più interessato di Forza Italia. [...] Garantisco a tutti gli azzurri di Forza Italia che torneranno a vedere il loro presidente alla loro testa per indicare il programma, per fare le manifestazioni elettorali e la campagna elettorale».
«Io affermo, senza tema di poter essere smentito, che in Italia c'è uno stato palese che è quello del governo e della sua maggioranza e c'è uno Stato parallelo, fatto da tutti i poteri forti organizzati che sono nelle mani della sinistra; e sono le scuole superiori, le università, i giornali, le radio, le televisioni, la magistratura, le procure della Repubblica, il Consiglio di Stato, la Corte Costituzionale, undici giudici a quattro. Mi fermo qui per carità di patria. Ora parte degli italiani questa cosa ce l'ha molto chiara, deve diventare chiara anche agli altri. Questa è la realtà».
(Riferendosi al ministro Alemanno, al quale aveva appena tolto la parola) «Io posso solo coordinare i ministri, non posso dimissionarli, fammeli almeno coordinare».
 
Silvio Berlusconi, durante la trasmissione Ballarò del 5 aprile 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 06 aprile 2005 alle ore 11:58 | commenti (12) | permalink

 

«Sono sereno. So di avere governato al meglio delle possibilità. Nei prossimi mesi continuerò a lavorare come ho sempre fatto finora, sperando che dopo il momento della protesta espressa con il voto regionale arrivi anche il tempo della ragione. E che gli italiani prendano atto di quanto di buono ha fatto e farà il nostro governo».
«Non mi stancherò di rivendicare con orgoglio le cose buone che abbiamo fatto. Prima di noi i governi aumentavano la spesa pubblica e il debito, facevano le svalutazioni competitive e aumentavano le tasse. Noi abbiamo invertito la tendenza: ridotto la spesa pubblica, il debito e le tasse; riformato la scuola, il sistema previdenziale e il mercato del lavoro con la legge Biagi; ridotto la disoccupazione all'8 per cento; moltiplicato gli investimenti nella ricerca scientifica e aperto 37 cantieri per le infrastrutture e le grandi opere, che a regime significheranno 74 miliardi di investimenti. Il tutto tenendo in ordine i conti pubblici».
«L'opposizione fa di tutto per sminuire, spesso riuscendoci con l'aiuto della stampa amica. Eppure, ne sono certo, alla fine gli italiani lo capiranno: la sinistra non ha un programma alternativo al nostro, ma solo l'intenzione di consumare vendette. Ovvero, secondo le loro esplicite dichiarazioni: azzerare le nostre riforme, aumentare le imposte sui ceti medi, ripristinare quelle di successione e sulle donazioni, introdurre la patrimoniale, estendere l'articolo 18 anche alle imprese sotto i 15 dipendenti, cancellare la legge Biagi sulla flessibilità del lavoro».
 «In Italia c'è uno Stato manifesto, costituito dal governo e dalla sua maggioranza in Parlamento, e c'è uno Stato parallelo: quello organizzato in forma di potere dalla sinistra nelle scuole e nelle università, nel giornalismo e nelle tv, nei sindacati e nella magistratura, nel Csm e nei tar, fino alla Consulta. Se si consentirà a questo Stato occulto di unirsi allo Stato palese, avremo in Italia un regime vendicativo e giustizialista, mascherato di legalità ed ostile a tutto ciò che è privato».
 «So bene ciò che dico, dopo avere visto all'opera i pm usati contro l'avversario politico. Per il futuro, quella del doppio Stato è una prospettiva che dovrebbe preoccupare tutti gli uomini liberi che hanno a cuore la libertà. Sono sicuro che gli italiani lo capiranno».
 
Silvio Berlusconi, in un’intervista a Panorama; 5 aprile 2005

ci siamo vergognati martedì, 05 aprile 2005 alle ore 19:54 | commenti (7) | permalink

 

«Soprattutto questa volta, le elezioni regionali hanno avuto un carattere fortemente localistico, come è giusto che sia. E quindi il risultato, che non è soddisfacente, non riguarda Berlusconi o il governo, che si sono correttamente tenuti fuori dalla campagna elettorale. Sbaglia la sinistra a tentare di strumentalizzare in questo senso il dato elettorale».
 
Claudio Scajola, ministro per l’attuazione del programma; 4 aprile 2005

ci siamo vergognati martedì, 05 aprile 2005 alle ore 09:28 | commenti (3) | permalink

 

«Voglio vedere cosa hanno da dire, ora, dopo avermi messo i bastoni tra le ruote quando ho tentato di tutto per raggiungere un accordo elettorale con la Mussolini, con i Radicali, anche con Rotondi e la sua Dc! Nel Lazio ne hanno fatte di tutte e di più per perdere, e comunque ci troviamo con Ghigo e Storace sconfitti proprio perché mancano i voti della Mussolini e di Rotondi... Ma alle Politiche si fa come dico io».
 
Silvio Berlusconi; 4 aprile 2005
 
fonte: Il Corriere della Sera

ci siamo vergognati martedì, 05 aprile 2005 alle ore 09:00 | commenti (2) | permalink

 

«L’elettorato è stato distratto dalla morte del Papa e questo indubbiamente ha avuto un ruolo anche sui dati dell’astensionismo».
 
Enrico La Loggia, ministro per gli Affari Regionali; 4 aprile 2005

ci siamo vergognati martedì, 05 aprile 2005 alle ore 08:48 | commenti (6) | permalink

 

«Li vedremo tutti, il giorno delle esequie, attorno al feretro, i governanti delle nazioni del mondo. Troppo rilevante è stata l'opera di Giovanni Paolo II nella storia perché possano mancare. Alcuni vi saranno di diritto, dato che hanno cercato di realizzare nel loro mandato politico molti dei valori predicati dal Papa. Viene qui spontaneo il nome di George W. Bush. Altri per obbligo d'ufficio, anche se forse sarebbe meglio che mancassero. Pensiamo qui a certi politici europei, che si inchinano commossi di fronte alla salma di un uomo, del quale hanno sempre disatteso tutte le indicazioni».
 
Gianfranco Morra su Libero del 4 aprile 2005

ci siamo vergognati lunedì, 04 aprile 2005 alle ore 10:14 | commenti (5) | permalink

 

«Il signor Romano Prodi introduce e fomenta una guerra civile di carattere ideologico nella società italiana di cui assume la piena responsabilità di fronte al popolo italiano».
 
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia; 31 marzo 2005

ci siamo vergognati venerdì, 01 aprile 2005 alle ore 08:20 | commenti (6) | permalink