Ci vergognamo per loro
Vergognose citazioni di persone senza vergogna

 

«Perché io sono buono, bravo e mantengo le promesse. Gli altri sono cattivi, capaci di tutto e buoni a nulla. Sembra una battuta ma invece è proprio così».
 
Silvio Berlusconi in un intervista al periodico Parioli Pocket del 31 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 31 marzo 2005 alle ore 13:44 | commenti (8) | permalink

 

«Sul fisco Prodi ha raggiunto e superato il limite della sfrontatezza. Sostenere che il taglio delle tasse realizzato in questi anni ha favorito i più ricchi è l’esatto contrario della realtà».
 
Luigi Casero, responsabile economico di Forza Italia; 30 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 31 marzo 2005 alle ore 12:38 | commenti (3) | permalink

 

«La verità è che la sinistra è sempre la stessa. Ribalta la realtà, profetizza sventure che non ci sono, si augura il peggio pensando così di conquistare il potere che è l’unico programma di cui è capace».
 
Silvio Berlusconi, 30 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 31 marzo 2005 alle ore 12:35 | commenti (4) | permalink

 

«La Mussolini, che animale televisivo, è brava nella politica (avan)spettacolo, è populista e in quanto femmina e combattiva, può dar fastidio a Storace e far vincere Marrazzo. Alessandra è sponsorizzata alla grande dalla sinistra, e non solo con la storia delle firme false. Ancora una volta è determinante nella repubblica democratica e antifascista, nata dalla Resistenza, il fattore Mussolini, anche se ora quel nome non evoca capi ma capezzoli».
 
Marcello Veneziani, su Libero del 31 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 31 marzo 2005 alle ore 09:32 | commenti (3) | permalink

 

«Attenti, il comunismo che ha seminato terrore e morte è ancora presente nell’Occidente».
 
Silvio Berlusconi; Firenze, 30 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 31 marzo 2005 alle ore 07:26 | commenti (7) | permalink

 

«Se qualcuno vuole realmente onorare il sacrificio di Nicola Calipari, tiri fuori dal profondo di qualche cassetto le prove informatiche della gestione comune dei sequestri da parte della resistenza irachena insieme alla eversione italiana. Politici di estrema sinistra, ove raggiunti durante i sequestri da notizie informatiche, abbiano il coraggio di farsi vedere dall'autorità giudiziaria. I servizi di informazione dicano quello che sanno agli organi che indagano sui sequestri, particolarmente sui contatti informatici tra i personaggi italiani e iracheni che hanno gestito le trattative».

«Non so se quello di Giuliana Sgrena sia nato come sequestro credo che ci sia un rapporto, che la magistratura dovrà accertare, tra aggregazioni irachene e italiane. Il sequestro potrebbe essere nato in Italia e gestito anche dall'Italia o essere nato in Iraq ed essere gestito anche in Italia»

Giuliana Sgrena dica «se sia vero che durante la lussuosa ospitalità offertole a Baghdad si accorse che i sequestri erano gestiti dai balordi iracheni e dagli eversori italiani».

On. Carlo Taormina (forza Italia), 27 marzo 2004

(grazie all'anonimo segnalatore)

ci siamo vergognati martedì, 29 marzo 2005 alle ore 21:40 | commenti (6) | permalink

 

«Perché non avrei dovuto invitarli? Ai giovani dobbiamo sempre porre come esempio Costantino e i ragazzi del Grande Fratello?»
«Alla luce delle polemiche e perplessità manifestate dall'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, abbiamo invitato, nel pieno rispetto della loro sensibilità, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti a rinviare tale incontro».

Maurizio Scelli, commissario straordinario della Croce Rossa e fondatore di Gioventù azzurra, rispettivamente prima e dopo la notizia del rifiuto di Berlusconi a partecipare al dibattito con Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, 29 marzo 2005

ci siamo vergognati martedì, 29 marzo 2005 alle ore 21:20 | commenti (4) | permalink

 

«Se ci sono Mambro e Fioravanti io non vengo»
«Non sapevo nulla»

Silvio Berlusconi, dopo aver deciso di non partecipare al dibattito con Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, 29 marzo 2005

ci siamo vergognati martedì, 29 marzo 2005 alle ore 21:19 | commenti (2) | permalink

 

«Guardi i fiori sul tavolo da pranzo: qui ricevo a colazione i capi di governo esteri e ogni volta faccio mettere fiori dei colori della bandiera nazionale. Stavolta ci sono i colori della Romania, per risparmiare, perché ieri era ospite qui una delegazione di Bucarest, ma come sempre il menù è tricolore, a cominciare dalle pennette».

«Il Contratto con gli italiani sarà completamente rispettato».

Se non ci riuscirà, manterrà la sesta promessa del Contratto con gli italiani?
«Qual era la sesta promessa?»

Che in caso di mancata attuazione delle cinque promesse precedenti non si sarebbe ricandidato.
«Era un impegno. Lo confermo: se non raggiungo gli obiettivi non mi ricandido. Ma stiamo preparando un documento che dimostrerà agli italiani il mantenimento degli impegni».

Qualcuno paventa derive autoritarie.
«Macché, il rafforzamento dei poteri del premier era essenziale. Io oggi sono un coordinatore, non ho l'effettiva direzione dell'attività di governo, non posso neanche dismettere un ministro o un sottosegretario, sono solo un primus inter pares».

Veramente, di ministri ne ha "dismessi" un sacco, ultimo Tremonti.
«Lì si rischiava di rompere la coalizione. Di ministri Aznar ne ha fatti fuori cinque in un giorno. Quanto a Tremonti era diventato un signornò, ma poi si vede che, pur simpaticamente, anche Siniscalco fa il signornò».

Sulla riforma costituzionale anche personaggi non a lei preventivamente ostili come Andreotti ed editorialisti come Galli della Loggia la vedono assai cupa.
«Galli della Loggia la riforma non l'ha neanche letta».

...

Fondi neri?
«Società estere intervenute sull'acquisto di diritti, che, come si sa, sono la cosa più volatile possibile. E' la solita persecuzione giudiziaria, l'ottantatreesima inchiesta sul mio gruppo. Persecuzione della parte di magistratura politicizzata. Si veda il caso di Casson che si è presentato candidato a sindaco di Venezia».

Giudici e giornali ce l'hanno con lei come al solito?
«Basta vedere come hanno titolato i due principali quotidiani italiani sul ritiro dall'Iraq».

È quello che lei ha detto a Porta a Porta.
«No, io ho detto: penso che noi cominceremo a ridurre il nostro contingente anche prima della fine dell'anno. In accordo con i nostri alleati e con il governo iracheno. E' sempre stato così, non c'era niente di nuovo in quelle dichiarazioni. Fini sapeva e tutti sapevano. E non è vero affatto, come hanno scritto alcuni giornali, che Bush e Blair hanno dato lo stop a Berlusconi. Con loro, come con Putin, valgono i miei rapporti personali. Io per George, Tony e Vladimir sono un tycoon che ha fatto tante cose, come Murdoch. Mi dicono: quando non avremo più incarichi ci assumi tu?».

Lei chi assumerebbe?
«Tutti e tre».

È per loro che a Villa La Certosa è stato imposto il segreto di Stato?
«Certo, lì passano i protagonisti della scena mondiale di cui va garantita la sicurezza. Io stesso ho avuto trentanove minacce di morte, alcune delle quali serissime. Qualcuno può sempre pensare di uccidere il tiranno. Guardate cosa ho sul collo, dove fui colpito col treppiede, guardate che bozzo. Il segreto di Stato alla Certosa non l'ho chiesto io, l'ha preteso il Cesis. E comunque nella villa non è stato costruito niente, si son fatti solo abbellimenti: un museo di cactus, un museo di ibiscus, un museo di agrumi rari con centosassantaquattro tipi diversi».

... una grotta sottomarina...
«Si, una grotta per far entrare un canotto, non ho fatto neanche un graffio a una roccia».

Va bene, presidente, un gommone. Ma torniamo alla politica: lei è convinto di vincere le politiche del 2006...
«Sì, perché gli italiani sanno che la sinistra vuole riportare a zero le ventiquattro riforme che abbiamo fatto, hanno dentro di loro un'ostilità inestinguibile, perché pensano che la proprietà privata sia la radice di ogni male. Se la sinistra vincesse, Bertinotti costringerebbe Prodi a far quello che vuole lui nel suo programma. Non a caso non riescono a tirar fuori un programma unitario. Per loro, d'altra parte, l'unico vero oggetto del desiderio è la gestione del potere, non le cose da fare. Ma tanto non dovranno realizzare niente, perché gli italiani capiscono e non è mutato il loro atteggiamento nei confronti della sinistra, non la voteranno».

...

E Letta al Quirinale?
«Sarebbe un ottimo candidato».

Complimenti presidente, per vincere è importante crederci. E lei ci crede.
«Beh, mia madre mi dice: "Gli italiani sono con te". E io: "mamma, non tutti, un po' più della metà". E lei: "No, tutti. Lo vedo per la strada, me lo dicono". E io: "Guarda mamma che venendo qui uno mi ha visto e ha alzato il dito medio in verticale. Sai che vuol dire?" E lei: "Sì, vuol dire che sei il numero uno"».

Silvio Berlusconi, intervista a la Repubblica del 27 marzo 2005

ci siamo vergognati domenica, 27 marzo 2005 alle ore 22:11 | commenti (4) | permalink

 

«Se si deve fare un'indagine sulla violazione della privacy si ricordi da dove è cominciato tutto, ovvero da una lettera di un sindaco di Roma, che è l'unico pregiudicato informatico riconosciuto per sentenza, non il sindaco attuale ma quello che c'era prima».
 
Francesco Storace, Governatore della Regione Lazio, riferendosi al leader della Margherita, Francesco Rutelli, accusato di aver violato la privacy nel 2001, quando spedì ai cittadini una lettera per comunicare loro che si dimetteva da sindaco della Capitale. Alleanza Nazionale presentò una denuncia, che non portò ad alcuna conseguenza penale; 25 marzo 2005
 

ci siamo vergognati sabato, 26 marzo 2005 alle ore 12:09 | commenti (2) | permalink

 

«Quando si vedono reazioni abnormi, rabbiose, e la schiuma alla bocca, di solito, bisogna chiamare con urgenza un veterinario perché ci si trova solitamente di fronte a un caso di rabbia pericolosa per la bestia e per l’uomo. Invece è solo la reazione dell’opposizione nostrana che ha capito che le riforme si realizzeranno, che le riforme rappresentano una grande occasione per il Paese, dopo gli innumerevoli, inutili tentativi dal ’48 ad oggi di cambiamento, cosa che determinerà la loro sconfitta alle regionali e alle prossime politiche. Invece del veterinario chiamiamo uno psichiatra per curare questa sindrome rabbioso-depressiva: si arrendano, ormai sono circondati».
 
Roberto Calderoli, ministro delle Riforme; 24 marzo 2005

ci siamo vergognati venerdì, 25 marzo 2005 alle ore 13:28 | commenti (6) | permalink

 

«L'ITALIA VA NONOSTANTE I MENAGRAMO»
 
«Cifre alla mano, Berlusconi lancia la sfida ai catastrofisti interessati e agli uccelli del malaugurio dell'Ulivo: “Oggi siamo più ricchi e moderni”. E sulle elezioni regionali il premier rompe gli indugi Nel Lazio scende in campo con Storace».
 
Mattias Maniero, prima pagina di Libero del 25 marzo 2005

ci siamo vergognati venerdì, 25 marzo 2005 alle ore 09:32 | commenti (7) | permalink

 

«Invierò la lettera a Berlusconi con cui ritiro le dimissioni a lui consegnate venerdì scorso. Ho sentito Bossi, stava mangiando e gli è cascata la forchetta di mano. Era contentissimo, gasatissimo. Ha detto: “bravi, bravi”. L'avemo sfangata».
 
Roberto Calderoli, ministro delle Riforme; 23 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 24 marzo 2005 alle ore 17:25 | commenti (5) | permalink

 

«Mi fa piacere di avere ascoltato tutte queste manifestazioni di protesta della sinistra sulle riforme: vuol dire che sono sicuri di perdere, per cui si dispiacciono che il premier abbia in futuro più possibilità operative».
 
Silvio Berlusconi, in merito alla riforma della Costituzione; 24 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 24 marzo 2005 alle ore 16:53 | commenti (3) | permalink

 

«E' la cosa che vi interessa di più per far venire fuori delle polemiche. Ma a me del referendum non me ne frega nulla».
 
Roberto Calderoli, ministro delle Riforme; 24 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 24 marzo 2005 alle ore 11:42 | commenti (3) | permalink

 

«Se ci fossero eventualmente dei morti perché negargli il piacere postumo di sostenere una bella gnocca come la Mussolini?».
 
Renato Farina su Libero del 23 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 24 marzo 2005 alle ore 09:33 | commenti (2) | permalink

 

Presidente Andreotti, nel mondo cattolico c'è un ripensamento. Vescovi e intellettuali decisi a votare no al referendum considerano ora di astenersi. E lei?
«Ho cambiato idea. Non parteciperò al referendum per abrogare la legge sulla fecondazione assistita. Resterò a casa, seguendo l'indicazione del presidente dei vescovi italiani».
 
L'appello di Ruini era già stato formulato quando lei, due mesi fa, disse che sarebbe andato a votare.
«E' vero. In un primo tempo ho ritenuto di restare fedele al principio, sempre enunciato dai cattolici in politica, secondo cui partecipare al voto è un dovere».
 
Il principio non è più valido?
«No, su questo non ho cambiato idea. Ma nel frattempo c'è stato uno schieramento molto ufficiale da parte della Conferenza episcopale. E in questi casi fare il libero battitore a me non piace. Non sono un protestante. E mi inchino. Sono convinto che una certa compattezza del mondo cattolico sia utile anche al Paese, in questa fase in cui il concetto di modernità pare in libera uscita».
 
Sen. Giulio Andreotti, in un’intervista al Corriere della Sera del 23 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 23 marzo 2005 alle ore 19:00 | commenti (10) | permalink

 

«La nostra indicazione è rivolta a tutti gli elettori, non solo ai cattolici. […] Non solo noi vescovi ma anche tanti altri, partiti, forze sociali e culturali, giornali hanno dato indicazioni di voto: non per questo si è detto che trattano i lettori o gli elettori da minorenni».
 
Card. Camillo Ruini, presidente della CEI, in un’intervista a Famiglia Cristiana; 22 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 23 marzo 2005 alle ore 18:59 | commenti | permalink

 

«Vado a canonizzarmi perché mi sono ritrovato gay e di sinistra e sono santificato. Se in Italia uno vuole santificarsi basta che sia uno o l'altro».
 
Silvio Berlusconi; 22 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 23 marzo 2005 alle ore 18:43 | commenti (2) | permalink

 

«Ragazzini imbecilli che non sanno che la violenza non è un gioco. […] Dovrebbero essere presi per il colletto e chiusi in bagno dai genitori. […] Vanno verso palazzo Chigi... chissà perché... provate a immaginare di che idea politica sono.. non voglio neanche sentire la risposta. […] Vigliacchi, che poi se li vedi per strada si voltano.  […] Non sanno neanche per che cosa stanno manifestando...».
 
Emilio Fede, parlando della manifestazione che si è svolta a Roma contro la guerra; TG4 del 19 marzo 2005
 
(Si ringrazia il blogger ciampaglia per la segnalazione)

ci siamo vergognati domenica, 20 marzo 2005 alle ore 14:36 | commenti (9) | permalink

 

«Ciampi è fuori dai gangheri. Non sopporta che il Cavaliere ogni volta abbia qualcosa di importante da dire anziché a Montecitorio o a Palazzo Madama vada in via Teulada, negli studi in cui si registra il capolavoro del più autorevole giornalista televisivo dei tempi nostri. […]
Da una parte un ottimista come il Cavaliere che fa coraggio alla sua gente; dall’altra, un’opposizione che sfrutta ogni battuta del principale avversario al fine di incastrarlo.
E’ comunque un fatto che il Capo dello Stato non sopporta le scorribande verbali del Presidente del Consiglio. Ieri Carlo Azeglio non si è trattenuto. Gli è uscito di bocca un rimprovero tagliente indirizzato al suo dirimpettaio istituzionale: piantala di esternare in tivù e vai in Parlamento. Mamma mia che piglio. Non sarà che Ciampi è un po’ invidiosetto di Vespa perché conta più di lui? E’ probabile. Il Padrone del Colle è un uomo all’antica, ama l’Inno di Mameli anche se non lo sa cantare, è stato governatore della Banca d’Italia, ministro dell’Economia, Presidente del Consiglio. E’ stato tutto eppure gli tocca costatare che Berlusconi se ha qualche comunicazione da fare si rivolge direttamente ai cittadini attraverso i canali di Porta a Porta. Insopportabile. Inammissibile. Al vecchio azionista girano i santissimi. Se la prende con il premier, in apparenza; in realtà ce l’ha con Vespa perché è stato capace con una semplice telecamera (o due), di elevarsi a gran regista della politica nazionale. Forse a Ciampi dà fastidio essere costretto, se desidera sapere come vanno le faccende del Palazzo, ad accendere l’apparecchio televisivo e a sintonizzarsi su Reteuno all’ora in cui a un signore d’una certa età conviene ingerire la pasticca e coricarsi».
 
Vittorio Feltri su Libero del 19 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 19 marzo 2005 alle ore 15:08 | commenti (6) | permalink

 

«Mi sarebbe piaciuto che qualcuno mi avesse chiesto: “presidente lei è depresso?”. Io rispondo: no. Non sono depresso, anzi sono gasatissimo. In quattro anni di governo abbiamo avviato un profondo cambiamento del paese, nonostante un'opposizione molto dura. Ma questo cambiamento è necessario e tornare indietro è impossibile: sarebbe un colpo di grazia per il futuro dell'Italia. […] Imprenditori, non state a sentire le sirene delle sinistre che parlano di declino del nostro Paese. […] Il comunismo non è finito. Per i comunisti è importante solo la conquista e la gestione del potere. [...[...] Se vogliamo delle risposte ai problemi del Paese non si può aspettare che queste risposte vengano da un professore universitario che non ha mai provato ad affrontare i problemi delle imprese, che non ha mai passato la notte a guardare il soffitto per sapere come affrontare un rischio, che non ha mai avuto l'orgoglio di sviluppare i propri prodotti».
 
Silvio Berlusconi, all'assemblea delle piccole imprese di Confindustria; Bari, 19 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 19 marzo 2005 alle ore 14:59 | commenti (1) | permalink

 

«Trascinerò Fassino e Rutelli in tribunale: non si possono permettere di diffamare una persona onesta come me».
 
Francesco Storace, presidente della Regione Lazio; 19 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 19 marzo 2005 alle ore 14:51 | commenti (2) | permalink

 

«Speriamo che in questi giorni maturi una modifica del patto di stabilità. Scontiamo ancora gli errori e le follie dell'ex Presidente della Commissione europea Romano Prodi che ha stretto l'Europa in una camicia di Nesso; sono stati fatti degli errori strategici e di conseguenza abbiamo subito e continuiamo a subire i danni europei dell'ottusità di una persona come Prodi che, finita l'esperienza europea, adesso è candidato in Italia per fare gli stessi errori che ha fatto a Bruxelles. […] Grazie all'azione del nostro Governo abbiamo riparato i guasti fatti da eurosomari dell'economia come Bersani, Letta ed altri che hanno lasciato il Paese con un debito pubblico devastante ed una disoccupazione elevatissima; la disoccupazione oggi è scesa a poco più del 7%, la percentuale più bassa dal '92 ad oggi, grazie ad una legge giusta che pone riparo all'asineria dei Governi precedenti».
 
Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni; 19 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 19 marzo 2005 alle ore 14:45 | commenti (4) | permalink

 

«Ho sentito il presidente americano e gli ho detto: George è tutto come prima. […] Non mi sono corretto di nulla: è stato un caso creato dalla disinformazione di una stampa che non ha nessuna onestà intellettuale. Nelle mie parole non c'era nessuna possibilità di vedere una svolta, un cambiamento, un qualcosa in distonia con quello che abbiamo sempre detto con gli alleati: è stato un caso completamente inventato, frutto della disinformazione».
 
Silvio Berlusconi; 17 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 17 marzo 2005 alle ore 19:51 | commenti (8) | permalink

 

«Si dia inizio ai lavori... ora che non ci sono pm in giro che ostacolano il lavoro...»
 
Silvio Berlusconi, in collegamento video con il cantiere per il raddoppio della linea ferroviaria ligure Andora-S.Lorenzo; 17 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 17 marzo 2005 alle ore 19:51 | commenti (1) | permalink

 

«Le reazioni della sinistra di fronte alle posizioni del governo in politica estera sono davvero sconfortanti e miserevoli, tanto sono viziate alla radice dalla sola dimensione della propaganda astiosa e preconcetta».
 
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia; 17 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 17 marzo 2005 alle ore 13:35 | commenti (3) | permalink

 

«Ma di certo non è un Zapatero qualunque. La sua lealtà verso gli Stati Uniti e la sua fiducia nell'Occidente sono fuori discussione. Per questo il Berlusconi che, per qualche ora, si è sognato la sinistra, un Berlusconi che scappa dall'Iraq lasciando scoperte le terga dei suoi alleati, non poteva avere riscontro nella realtà».
 
Prima pagina di Libero del 17 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 17 marzo 2005 alle ore 08:46 | commenti (8) | permalink

 

«Cominceremo a ridurre il nostro contingente in Iraq anche prima della fine dell'anno: la prima riduzione si avrà a partire da settembre».
 
Silvio Berlusconi; 15 marzo 2005
 
«Mai stata fissata una data. […] Il mio era solo un auspicio, il ritiro deve essere concordato con gli alleati. […] Se c'è un alleato su cui gli americani possono fare affidamento è Silvio Berlusconi e il governo italiano. […] Se non è possibile, non è possibile. La soluzione deve essere concordata con gli alleati».
 
Silvio Berlusconi; 16 marzo 2005
 
«Ma quale incomprensione?! Io sono stato chiarissimo, siete voi giornalisti che costruite castelli in aria».
 
Silvio Berlusconi; 17 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 16 marzo 2005 alle ore 23:12 | commenti (8) | permalink

 

«Il cardinal Camillo Ruini, intervenendo lunedì 7 marzo con la sua prolusione letta al Consiglio permanente della Cei, ha detto forte e chiaro non solamente ai vescovi, ma a tutti i cattolici che la scelta giusta in merito al referendum sulla fecondazione assistita è una ed una soltanto: l'astensione.
Questa scelta non è affatto un modo passivo di porsi di fronte alla questione della Legge 40 sulla fecondazione assistita, ma, al contrario, indica un percorso di presa di coscienza della gravità della posta in gioco, che certamente non può trovare soluzioni adeguate attraverso lo strumento del referendum. Vi sono quindi alcuni elementi sui quali riflettere attentamente.
In primo luogo, il pronunciamento pubblico del cardinal Ruini ha un'intrinseca autorevolezza: e deve essere considerato come lo strumento adeguato di cui il magistero della Chiesa dispone per far sentire la sua voce. In secondo luogo, data l'autorevolezza esplicita del pronunciamento in questione, i cattolici d’ogni partito e parte politica sono chiamati, tanto in coscienza quanto rispetto alla materia del contendere, la fecondazione assistita, ad un ascolto attivo e puntuale, della voce della Chiesa.
Ascoltare un autorevole presa di posizione come quella di Ruini, per un cattolico, appartenente alla Chiesa, è un atto che s'inserisce nell’adesione personale alla fede cattolica. Dunque, quanto ha detto il cardinal Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, non può essere assolutamente trascurato o minimizzato dai cattolici. A riprova di quanto ho sin qui sostenuto, è la grande adesione di tutti i movimenti cattolici e di tutte le associazioni cattoliche, che seguiranno, come hanno già affermato, le indicazioni della Chiesa e, quindi, si asterranno dalla votazione referendaria. Romano Prodi se intende essere un buon cattolico, non può cavarsela affermando che andrà a votare perché “figlio adulto” della Chiesa, con una dimostrazione di presunzione sconfinata e imbarazzante. Aggravata, oltre tutto, dal fatto che un cattolico come Prodi non si è ancora premurato di farci sapere se voterà a favore o contro una legge che corrisponde, nel suo complesso ai valori più importanti e delicati della persona e della vita umana.
Infine, occorre ricordare a quanti sostengono l’illegittimità della presa di posizione della Chiesa in questa delicata materia che riguarda così direttamente la coscienza dei fedeli, che non è mai esistito un divieto, né implicito, e men che meno esplicito, da parte del pubblico potere democratico nei confronti delle religioni organizzate di sostenere e combattere, esplicitamente e pubblicamente, per affermare i valori fondanti della fede.
D'altra parte, anche lo Stato repubblicano non può dirsi agnostico in materia di valori, giacché escludere qualcosa, ad esempio la pena di morte, è già, di per sé, l'affermazione di una scelta assiologia e dunque ultimamente riguardante un valore - la preservazione della vita, in questo caso - considerato decisivo nel quadro della civile convivenza. La laicità non è affatto coincidente con l'agnosticismo in materia di valori oggettivi, come anche illustri liberali hanno sempre sostenuto. La Chiesa fa quindi molto bene a sostenere la posizione dell'astensione e, facendo ciò, non si autocolloca minimamente al di fuori della tradizione e delle regole democratiche e liberali, anzi.
Una posizione così chiara e netta servirà anzi a i molti cattolici appartenenti alle varie componenti politiche per fare opera di sano discernimento, sceg1iendo ciò che risulta essenziale nelle loro vite. La morale personale, per un cattolico, è plasmata, infatti, dalla decisione, liberamente assunta, di appartenere alla Chiesa. Vi è dunque l'elemento oggettivo del Magistero della Chiesa, vincolante per la coscienza di un cattolico, da considerare attentamente; e vi è anche la laicità dell’azione politica da prendere in considerazione, ma sempre sapendo che il primo elemento non configge mai con la seconda realtà.
Il Concilio Vaticano II ha definito molto bene questa dottrina, nella Gaudium et spes, ed il cardinal Ruini, oggi, sta dimostrando molto spirito laico e sapienza ecclesiale nelle sue affermazioni pubbliche ed autorevoli.
I cattolici di Forza Italia staranno anche questa volta, senza alcun cedimento, dalla parte della Chiesa, e, con questa posizione, affermeranno ancora una volta d'essere tanto obbedienti alla Chiesa, tanto laici appartenenti ad un partito democratico e responsabili cittadini della Repubblica».
 
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia; 16 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 16 marzo 2005 alle ore 15:09 | commenti (6) | permalink

 

«Nel 2001 per la prima volta una coalizione ha presentato un programma con sanzione in caso di mancata realizzazione degli impegni presi; siamo messi benissimo, abbiamo rispettato tutti gli impegni. […] Ahimè, alle prossime politiche sarò costretto a ripresentare la mia candidatura per aver ben operato».
 
Silvio Berlusconi, a Porta a Porta; 15 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 16 marzo 2005 alle ore 13:29 | commenti (4) | permalink

 

«Berlusconi la settimana scorsa ha ringraziato le opposizioni, ha chiesto dure spiegazioni all’America […] ma ora conferma che il difetto era tutto nel manico, nella crapa piena di farfalle della Sgrena».
 
Renato Farina su Libero del 16 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 16 marzo 2005 alle ore 10:15 | commenti (5) | permalink

 

«In tv ho visto Alessandra appesantita e molto nervosa. Quindi lo sciopero della fame potrebbe essere una misura salutare, anche per dimagrire, visto che le donne ci tengono molto».
 
Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni, a Radio radicale, commentando lo sciopero della fame annunciato da Alessandra Mussolini dopo l'annullamento delle firme raccolte da Alternativa sociale per partecipare alle elezioni nel Lazio; 14 marzo 2005

ci siamo vergognati lunedì, 14 marzo 2005 alle ore 22:34 | commenti (4) | permalink

 

«Inizio a ripensare se, per determinati delitti, quelli più efferati e crudeli, come quelli che hanno per bersaglio i bambini, non sia il caso di riconsiderare la pena di morte. […] Evidente è il valore, in termini di monito, di una pena del genere e quindi in termini di prevenzione, visto che nel momento in cui uno si appresta a commettere un delitto di questo genere sa a che cosa andrà incontro. […] E' ora di finirla con l'ipocrisia. Quando non si arriva ad una soluzione si deve ricorrere all'utilizzo di sistemi estremi e quindi, nel caso di Unabomber, non avendo sortito alcun effetto l'attività di indagine normale, può rivelarsi decisivo mettere una taglia con una cifra elevatissima che possa smuovere, se non per coscienza almeno per interesse, chi sa e continua a non parlare».
 
Roberto Calderoli, ministro delle Riforme; 13 marzo 2005

ci siamo vergognati lunedì, 14 marzo 2005 alle ore 14:52 | commenti (10) | permalink

 

«Il Piemonte non ha bisogno di una governante, ma di un governatore, che c’è già».
 
Enzo Ghigo, presidente della Regione Piemonte, riferendosi a Mercedes Bresso, candidata del centrosinistra alle prossime elezioni regionali; 13 marzo 2005

ci siamo vergognati lunedì, 14 marzo 2005 alle ore 14:45 | commenti (3) | permalink

 

«Invece di occuparsi dei problemi seri del nostro calcio, di società che falliscono, di bilanci falsi e fondi in nero si dilettato nel punire un grande giocatore come Paolo Di Canio».
 
Romano La Russa, europarlamentare di AN, in merito alla multa inflitta a Di Canio per il saluto fascista fatto durante la partita Roma - Lazio del 6 gennaio scorso; Alleanza Nazionale ha anche fatto partire una colletta per pagare la multa in questione; 12 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 12 marzo 2005 alle ore 14:45 | commenti (13) | permalink

 

«The world has seen, in the last 3 1/2 years, the capability of the United States of America to go into Afghanistan ... and with 20,000, 15,000 troops working with the Afghans do what 200,000 Soviets couldn't do in a decade. They've seen the United States and the coalition forces go into Iraq and the world has seen a vivid demonstration of the power and capability and agility of the armed forces of the United States . That has to have a deterrent effect on people. It’s true, we’re doing a lot in the world right now, but if you put yourself in the shoes of a country that might decide they’d like to make mischief, they have a very recent, vivid example of the fact that the United States has the ability to deal with mischief».

«Il mondo ha visto, negli ultimi tre anni e mezzo, la capacità degli Stati Uniti d’America di andare in Afghanistan e con 20000, 15000 uomini riuscire a fare con gli afgani quello che 200000 sovietici non erano riusciti a fare in un decennio. Hanno visto gli Stati Uniti e le forze della coalizione andare in Iraq e il mondo ha visto una dimostrazione del potere, delle capacità e della agilità delle forze armate degli Stati Uniti. Ciò deve avere un effetto deterrente sulla gente. E’ vero, stiamo facendo molto nel mondo ora, ma se vi mettete nei panni di un paese che potrebbe decidere di commettere danni, hanno un esempio molto recente del fatto che gli Stati Uniti hanno la capacità di affrontarli».

Donald Rumsfeld, segretario alla difesa, di fronte ad una commissione del Congresso; 11 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 12 marzo 2005 alle ore 09:09 | commenti (3) | permalink

 

«Ha creato lutti che forse era meglio evitare. La Sgrena dovrebbe magari essere più accorta: ha detto un cumulo di sciocchezze, parla da poco accorta, si è mossa da poco accorta, ha creato enormi problemi al governo».
 
Roberto Calderoli, ministro delle Riforme; 11 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 12 marzo 2005 alle ore 00:21 | commenti (6) | permalink

 

«Lo sfascio etico di cui parla Prodi c’è, ma riguarda interamente la sua storia politica. […] Riguarda anche quei settori imprenditoriali, finanziari, politici e culturali di cui egli è stato e continua ad essere espressione e garante. Perciò la parola etica sta a Prodi come la parola giustizia sta a Di Pietro».
 
Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia; 10 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 10 marzo 2005 alle ore 18:23 | commenti (4) | permalink

 

«So perhaps Ms. Sgrena will also shed a tear for the Americans and Iraqis who will die because of the ransom that was paid for her release. […]The shooting of a speeding car at a military checkpoint in a war zone is an unintentional tragedy, but the paying of ransom amounts to a policy of deliberately aiding terrorists».
 
«Forse anche la signora Sgrena verserà una lacrima per gli americani e gli iracheni che moriranno a causa del riscatto che è stato pagato per il suo rilascio. […] Gli spari su una macchina in corsa a un checkpoint militare in una zona di guerra sono una tragedia accidentale; pagare un riscatto, invece, fa parte di una politica di deliberato aiuto al terrorismo».
 
In un articolo dal titolo “Italy’s Ransom” sul Wall Street Journal del 9 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 10 marzo 2005 alle ore 09:53 | commenti (9) | permalink

 

«Non mi stupisco poiché all'interno della mia redazione c'è un amica personale della Sgrena: Anna Migotto; non mi stupisco neppure che il Cdr, anziché di mostrare solidarietà al direttore di fronte a minacce subite attraverso messaggi e nel ricordo della bomba che mi è stata fatta esplodere in redazione, si preoccupi solo di garantirsi di fronte a quella quota di sinistra rappresentata da questa redazione».
 
Emilio Fede, in merito ad un comunicato del Comitato di Redazione del TG4 che polemizzava sui continui attacchi nei confronti di Giuliana Sgrena; 9 marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 10 marzo 2005 alle ore 08:16 | commenti (4) | permalink

 

 

«Se la Sgrena non fosse andata, per mire giornalistiche, in una zona pericolosa e sconsigliata, Calipari forse sarebbe ancora vivo. […] Poi se qualcuno se la va a cercare, chi è causa del suo mal pianga se stesso».

 
Roberto Calderoli, ministro per le Riforme; 9 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 09 marzo 2005 alle ore 17:53 | commenti (8) | permalink

 

«La situazione di Napoli e' ben peggiore di quella di Nassiriya, per esempio [...] (rivolto al pubblico) Di Nassiriya, non di Bagdad, di cui nessuno di voi che fate: uuuh sapete nulla perche' nulla dice questa televisione di Nassiriya».

Roberto Castelli, Ministro di Grazia e Giustizia, durante la trasmissione televisiva Ballarò, 8 marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 09 marzo 2005 alle ore 00:02 | commenti (5) | permalink

 

«Prendete un’aspirina e andate a dormire: vi sveglierete più sereni. […] Voglio solo dire che la morte di Calipari è un episodio del tutto normale in una guerra. […] Prestiamo troppa attenzione a casi eccellenti, come la decapitazione di un ostaggio o la vittima di una sparatoria a un check-point. […] L’Italia ha grandi vantaggi nel partecipare alla liberazione dell’Iraq, acquistando un ruolo di primo piano a livello internazionale».

Edward Luttwak, esperto di questioni militari per il Centro di Studi Strategici e Internazionali di Washington, in un intervista a la Repubblica del 6 marzo 2005

ci siamo vergognati lunedì, 07 marzo 2005 alle ore 08:41 | commenti (6) | permalink

 

«Ho un messaggio urgente per il presidente Bush: “Per favore, Mister President, vi spingo a non fermarvi con il Medio Oriente. Insistete che le vostre truppe atterrino a Rimini. Ma insistete che queste non proseguano fino all’Irak. Le faccia rimanere qui. E’ giunta l’ora di liberare anche la Romagna”».

Nicholas Farrell, commentando la decisione del Comune di Rimini di non permettere lo scalo delle truppe americane all’aeroporto Fellini, su Libero del 6 marzo 2005.

ci siamo vergognati lunedì, 07 marzo 2005 alle ore 00:53 | commenti (3) | permalink

 

«Rispettato il copione. Mentre i bamba della sinistra italiana facevano il digiuno, organizzavano sit-in e altre simili bambanate totalmente ignorate dai malviventi islamici, il governo italiano con al timone l'uomo più odiato dai comunisti, Silvio Berlusconi, ha lavorato sodo e ieri ha restituito alla libertà Giuliana Sgrena, inviata del Manifesto, quotidiano rosso. Meglio dirlo subito. Siccome nessuno fa niente per niente, i nostri Servizi segreti - giù il cappello davanti a Pollari e ai suoi valenti collaboratori - hanno dovuto sborsare una paccata di quattrini, minimo tre milioni di euro, ma è più probabile cinque (poi diremo perché pensiamo a quest'ultima cifra). Le usanze sono note. Quelli che sequestrano persone non agiscono a capocchia come i progressisti piangioni, ma per ottenere il massimo vantaggio. In una prima fase si limitano a far sapere di aver messo a segno il colpo (capirai che colpo rapire una donna per giunta simpatizzante dei beduini). Poi ricattano: se non ritirate le vostre truppe dall'Iraq tagliamo la testa all'ostaggio. Immediatamente si mobilitano le prefiche pacifiste comunisti cattoqualcosa, e giù manifestazioni, fiaccolate, marcette, comizi. Nel caso in questione, il Manifesto - che simpaticamente aveva mandato laggiù la Sgrena senza neanche assicurarla, zero polizze - ha perfino lanciato un appello letto dalle tivù cammellate. Nel quale appello erano scritte frasi da cabaret in cui si dava la colpa di tutto a Bush, non ai bastardoni della resistenza, autori della nobile impresa. Questo tanto per farvi intendere, cari lettori, a qual punto di impudicizia è giunta la sinistra votata da oltre il 40 per cento dei nostri connazionali. […] A differenza dei francesi, buoni solo a darsi arie e a rimediare figure da ubriachi, i nostri agenti segreti ungono le ruote alla carretta islamica e strappano (forse con un blitz rocambolesco) la Sgrena alla sua prigionia. La giornalista rossiccia rientrerà a Roma dal suo adorabile Pier Scolari, che ne sentiva la mancanza perché la mattina era stata lei a preparare per anni il cappuccino; e così riprenderà a prepararglielo. Siamo proprio contenti che la famigliola si ricomponga. Pier oltre al cappuccino avrà la bistecchina. Si godrà le partite dell’Inter (oddio, godere se è in ballo l’Inter è un parolone), e non correrà più il rischio di digiunare coi compagni. Siamo sollevati. Anche se in cuor nostro avevamo la certezza di questa liberazione. Un grazie a tutto tondo va a Berlusconi & C. Ma soprattutto va agli italiani considerato che i 5 milioni di euro versati (o 6?) ai criminali non erano di Mediaset né della Fininvest bensì vostri e miei. Comprendo l’irritazione dei comunisti. Penseranno, la compagna Sgrena è viva e rincasa per merito di quel fascista del Cavaliere e anche degli ignorantoni che l’hanno votato. Difficile mandare giù un rospo del genere. Si inventeranno qualche balla per festeggiare Giuliana e trasformare la festa in una manifestazione a sfondo propagandistico elettorale. Li conosciamo i marciatori, i fiaccolatori, i frignoni. Noi diciamo viva Berlusconi. Antipatico ma bravo.»

Vittorio Feltri su Libero del 5 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 05 marzo 2005 alle ore 18:16 | commenti (24) | permalink

 

«Ho nella testa, e nessuno può togliermeli, tanti dubbi rispetto al caso due Simone e anche a questo di Giuliana Sgrena. Non ho potuto non notare le differenze tra la serenità e la buona salute delle due Simone, al momento del loro rilascio, e della stessa Sgrena nel filmato in cui ringrazia i terroristi per il trattamento ricevuto, e spiega che intendono liberare la loro terra dall’occupazione straniera, e lo choc nel vedere le immagini della giornalista francese Aubenas che denota, anche fisicamente, quello che gli è stato fatto patire durante la sua prigionia. Forse il rilascio, addirittura con doni da parte dei terroristi, e i ringraziamenti nei loro confronti, uniti a una condanna dell’azione occidentale da parte delle Simone non erano un messaggio sufficiente per la causa islamica? Questo dubbio mi rode, così come mi rode il dubbio che in questo caso, dopo una brillante trattativa dell’intelligence e del governo italiano, felicemente conclusasi con il rilascio dell’interessata, tutto sia andato all’aria e sia stato rovinato da un irresponsabile soldato americano dal grilletto facile. Ma purtroppo non si è trattato di un colpo esploso per caso, è stato un vero e proprio attacco in piena regola per fermare una macchina che a tutti i costi andava bloccata, forse perché coloro che avevano rilasciato l’ostaggio l’avevano fatta abilmente passare attraverso la rete dei servizi come un autobomba o come qualcosa che andava assolutamente fermato. Certo potevamo trovarci di fronte ad un giovane militare americano dal grilletto facile o sovraeccitato e che, se così sarà, dovrà pagare, ma tra le tante coincidenze che ho già segnalato in questa vicenda come le premonizioni di Bertinotti e del papà della giornalista, aggiungerci anche questa mi sembra proprio eccessivo, visto che la cronaca non riporta di autoblindi americani che regolarmente assaltano, senza motivo e a qualunque costo, macchine civili dirette verso l’aeroporto. La mia sarà fantapolitica, ma temo che le polpette avvelenate in questa vicenda siano più di una e che l’ultima, la più tragica, sia stata quella passata ai check point americani…»

Roberto Calderoli, ministro per le Riforme, su “La Padania” del 5 marzo 2005

ci siamo vergognati sabato, 05 marzo 2005 alle ore 17:37 | commenti (5) | permalink

 

«Noto quante incredibili coincidenze hanno preceduto questa liberazione. Mi ricordo che quando il padre fece un appello perché arrivasse un segnale che lei fosse ancora in vita, il giorno dopo è arrivato il filmato. Poi Bertinotti che aveva auspicato la liberazione della giornalista nel corso del congresso del Prc e, infine oggi, il padre che aveva sognato la figlia libera e il giorno dopo ciò accade. Finito il periodo del dramma chiederò consigli al papà e a Bertinotti per fare la schedina...»

Roberto Calderoli, ministro delle riforme; 4 marzo 2005

(si ringrazia la blogger RunLolaRun per la segnalazione)

ci siamo vergognati venerdì, 04 marzo 2005 alle ore 23:10 | commenti (7) | permalink

 

«Invece dell'Europa avremmo dovuto scegliere la Svizzera. Ci unisce il dialetto, la terra, la filosofia di vita. Nessuno si è ricordato della lezione di Carlo Cattaneo e così siamo finiti nell’euro dei massoni che hanno distrutto la nostra economia».

Sen. Umberto Bossi in un’intervista a La Padania del 1° marzo 2005

ci siamo vergognati giovedì, 03 marzo 2005 alle ore 12:21 | commenti (13) | permalink

 

«Non è mai stata Forza Italia a radicalizzare lo scontro sul tema giustizia. […] Le tensioni sulla questione giustizia sono avvenute nel nostro paese per l’esistenza di alcune tendenze politiche di fondo: l’uso politico della giustizia fatto dai settori politicizzati della magistratura di intesa con una parte della sinistra per screditare e perfino demonizzare gli avversari politici: è avvenuto sia nel periodo 92-94 e poi contro Berlusconi, come testimonia un’enorme quantità di processi; il ruolo politico svolto dal Csm in piena violazione dell’art. 105 della Costituzione; la tendenza dell’opposizione, dell’Anm e del Csm di ricorrere a tutti i mezzi per rendere impossibile alla maggioranza di legiferare sulla giustizia. Oggi c’è una sovraesposizione politica del Csm e una grave e inaccettabile interferenza da parte di esso sull’attività di formazione delle leggi».

Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore nazionale di Forza Italia; 1° marzo 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 02 marzo 2005 alle ore 22:54 | commenti (3) | permalink

 

«Qualcuno, e non certo Berlusconi, lavora per provocare un corto circuito istituzionale alla vigilia di un importante appuntamento elettorale. Berlusconi ha un torto agli occhi dell'opposizione. Ma è un merito agli occhi del Paese. Dire ciò che pensa senza venire meno al suo rispetto nei confronti del Capo dello Stato».

On. Osvaldo Napoli, viceresponsabile enti locali di Forza Italia; 28 febbraio 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 02 marzo 2005 alle ore 22:51 | commenti (2) | permalink

 

«Prodi vuole imporre la intifada mediatica di Raitre. E' iniziato così il lungo assedio unionista a Viale Mazzini: un mix di larvate intimidazioni ai giornalisti non egemonizzati e di chiamata alle armi delle truppe arruolate in anni e anni di lottizzazioni clientelari. […] Prodi vuole reintrodurre in tutte le reti Rai la forsennata e furiosa militanza di sinistra del Tg3 e di Rai News e il giornalismo embedded nelle colonne corazzate dei vari Santoro e Biagi. Il centrodestra non può assistere silenzioso e rassegnato in Commissione di vigilanza Rai a questa autentica aggressione contro il giornalismo libero e indipendente».

Sen. Emiddio Novi (Forza Italia), presidente della Commissione Ambiente e componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai; 27 febbraio 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 02 marzo 2005 alle ore 22:47 | commenti (3) | permalink

 

«Hanno ricominciato ad utilizzare la televisione pubblica per attaccare gli avversari politici, come dimostra la puntata di ieri sera della trasmissione condotta dalla signora Dandini».

Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia; 28 febbraio 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 02 marzo 2005 alle ore 22:46 | commenti (3) | permalink

 

«Il comunismo sembra morto, e di certo le sue terribili forme storiche non sono oggi riproponibili; ma l’idea è viva e produce odio misto ad una pratica politica inaccettabile fatta di calunnia e slealtà, di menzogna e progettualità antidemocratica. […] Il fallimento delle strategie della sinistra è nelle ragioni del fallimento del sistema comunista, alla cui ideologia l’Unione odierna è ancora in gran parte intimamente legata. Per quanto gli storici e i dirigenti comunisti e post comunisti si siano affannati a dimostrare l’autonomia del Pci da certe inclinazioni e scelte del Partito Comunista Sovietico, una vera indipendenza sostanziale da Mosca non c’è mai stata. […] Alla sinistra di matrice comunista è rimasto solo il pensiero negativo, accompagnato dalla retorica della demonizzazione. La sinistra è solo anti- qualcosa, perché‚ non sa più cosa deve pensare nemmeno di se stessa».

Fabrizio Cicchitto, vice-coordinatore nazionale di Forza Italia; 28 febbraio 2005

ci siamo vergognati mercoledì, 02 marzo 2005 alle ore 22:40 | commenti (4) | permalink