Ci vergognamo per loro
Vergognose citazioni di persone senza vergogna

 

«In Iraq c'è una vita regolare, ci sono le scuole etc. poi ci sono delle cose che non funzionano: ad esempio i semafori a Bagdad non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina e si mette a dirigere il traffico».

Silvio Berlusconi, 29 settembre 2004

ci siamo vergognati giovedì, 30 settembre 2004 alle ore 08:21 | commenti (6) | permalink

 

«L'insurrezione in Iraq sta diventando sempre più grave, sono decisi a far fallire le elezioni e dobbiamo aumentare i nostri sofrzi per sconfiggerli. [...]I guerriglieri si apposteranno fuori per impedire alla gente di andare a votare. [...]Credo che dobbiamo continuare a perseguire l'obiettivo raggiungibile di dare a tutti l'opportunità di votare, di rendere pienamente credibile il processo elettorale in modo da superare l'esame della comunità internazionale».

Colin Powell, Segretario di Stato USA, 26 settembre 2004

ci siamo vergognati lunedì, 27 settembre 2004 alle ore 07:40 | commenti (3) | permalink

 

«Cerchiamo di fare le elezioni in Iraq, e questo è possibile in due terzi o in quattro quinti del paese, ma in qualche posto non si può perché c’è troppa violenza. Ebbene, pazienza. Niente è perfetto nella vita. Meglio elezioni imperfette che nessuna elezione».

Donald Rumsfeld, Ministro della difesa degli Stati Uniti, 24 settembre 2004

ci siamo vergognati venerdì, 24 settembre 2004 alle ore 19:48 | commenti (3) | permalink

 

«Il paese è pronto per le elezioni».
«Forse non saranno le migliori elezioni, le più libere e democratiche ma come in Sierra Leone e altrove si terranno».

Iyyad Allawi, Primo ministro iracheno, 23 settembre 2004



ci siamo vergognati giovedì, 23 settembre 2004 alle ore 22:04 | commenti (1) | permalink

 

«Sono rimasto l'unico a volere il taglio dell'Irpef sui redditi personali».
«Sembra strano visto che è una misura essenziale per la ripresa dei consumi, dell'economia, della fiducia».
«La porterò a compimento, anche se sarò l'ultimo a volerla».
«Quando hai convinto l'ultimo il primo ha già cambiato idea dopo aver sentito le proprie correnti di partito che su quello o quell'altro punto devono rispondere a un certo elettorato».

«Lo avevo già detto a D'Amato, lo ripeto a Montezemolo: per il futuro il posto da presidente del Consiglio è a disposizione».
«I vecchietti devono avere anche il pregio di sapersi ritirare al momento opportuno. Attenzione, lo dico agli amici giornalisti: non è un annuncio di ritiro o di dimissioni. Il momento opportuno arriverà».

«Ci presenteremo nel 2006 agli elettori con un altro elenco di cose da fare perché l'Italia possa confrontarsi con gli altri Paesi europei senza gap».
«Fra 20 mesi faremo l'unico governo della storia repubblicana che avrà potuto governare per l'intera legislatura mantenendo così l'impegno con gli elettori mantenendo quello che era il nostro slogan: "La forza di un sogno: cambiare l'Italià". Nel 2006 lo slogan sarà "La forza dei fatti, l'Italia è cambiata"».

Silvio Berlusconi, 21 settembre 2004






ci siamo vergognati martedì, 21 settembre 2004 alle ore 18:48 | commenti (5) | permalink

 

Non può negare di essere un ingegnere meccanico e non un giurista.
«Ne ha visti molti di giuristi su questa poltrona? Fassino era forse un giurista? Quando è arrivato qui si era appena laureato».
Va subito giù duro. È il suo stile?
«Non so quale sia il mio stile. Certo non quello zotico e violento che mi attribuisce la sinistra. Mi dispiace prendere ad esempio Fassino, che è una persona che stimo. Ma la verità è che lui era bravo e intelligente solo perché di sinistra. Vuole sapere invece come dovrebbe essere il perfetto ministro della Giustizia?».
Come?
«Per il 60 per cento un manager, per il 20 un politico e per un altro 20 un giurista.Io ho fatto il manager per decenni e sto da 15 in politica. Chi ricopre questa carica deve soprattutto gestire la macchina e garantirne i servizi».
...
Resta comunque il problema di quel 20 per cento di competenza che non ha.
«Quella la sto colmando velocemente. Chi ha fatto studi di ingegneria ha una capacità di concentrazione e apprendimento di gran lunga superiore agli altri. Se io metto in mano a uno di questi competenti, per esempio a Pegoraro Scanio, un libro di analisi matematica, non capisce neppure il verso in cui tenerlo».
...
«... Andavamo spesso a cena in gruppo, anche con Tremonti. In verità parlavano soprattutto Bossi e Tremonti. Noi ascoltavamo».
Adesso è più difficile anche politicamente?
«Già, ci è mancato il leader. Probabilmente se ci fosse stato Bossi, Tremonti non sarebbe caduto. Prima, per qualsiasi dubbio alzavi il telefono e sapevi cosa dovevi fare. Ma ormai sta tornando tutto più facile. Umberto sta meglio. Parla e decide come un anno fa».
...
Un soldato di Bossi, come dichiarò una volta.
«Lo confermo, mi sento un soldato. Noi viviamo la democrazia nel momento dell'elezione del segretario, che non è avvenuta sempre per acclamazione. Alcune volte Bossi è stato votato anche a scrutinio segreto. Ma una volta scelto il capo, lo devi seguire, sennò è l'anarchia».
Ma lei ormai è un importante ministro della Repubblica. Non le piacerebbe sentirsi più autonomo?
«No. Io sono ministro solo perché lo ha voluto Bossi. In realtà pensavo che avrei avuto il ministero dei Trasporti, ma Bossi mi ha messo qui perché mi ritiene un combattente».

Roberto Castelli, intervista a l'Espresso n. 38 del 23 settembre 2004


















ci siamo vergognati lunedì, 20 settembre 2004 alle ore 20:06 | commenti | permalink

 

«Spero che si possa rimediare e uscire con un nuovo accordo. Perché un referendum dilanierebbe di nuovo la situazione del nostro paese».

Romano Prodi, a proposito del referendum abrogativo della legge sulla procreazione assistita, 19 settembre 2004

ci siamo vergognati lunedì, 20 settembre 2004 alle ore 19:06 | commenti (1) | permalink

 

«Sarebbe un oltraggio al Parlamento che l'ha votata. Se ci sarà la necessità di modificarla lo si farà dopo averla applicata. Buttarla via significherebbe tornare al marasma precedente in cui sono nati bambini neri da coppie bianche».

Girolamo Sirchia, Ministro della salute a proposito del referendum abrogativo della legge sulla procreazione assistita, 19 settembre 2004

ci siamo vergognati domenica, 19 settembre 2004 alle ore 18:40 | commenti (1) | permalink

 

«Vi invito ad una mobilitazione per la pace contro il pacifismo, che è una caricatura della pace. Ponzio Pilato fu il primo pacifista della storia. Quello che se ne lavò le mani».
«La pace non si conquista sventolando bandierine, ma portando avanti una politica autenticamente pacificatrice l'alternativa al terrorismo è questa, non è il pacifismo».
«bisogna diffidare i teppisti in servizio permanente effettivo dall'utilizzare l'aggettivo "sociale" con cui illustrano le loro attività e pretendono di caratterizzarle».

L'eutanasia «è disprezzo della vita e della morte».

Gianfranco Fini, 18 settembre 2004




ci siamo vergognati domenica, 19 settembre 2004 alle ore 00:14 | commenti (5) | permalink

 

«La politica economica di questo governo dovrebbe portare un incremento del potere di acquisto reale delle famiglie del 2,2%. Se l'azione del governo avrà successo, il risultato non sarà da poco».
«Non accadeva dal 1991. L'aumento del potere d'acquisto delle famiglie per il 2005 è un obiettivo fondamentale del governo»
«La nostra politica per il 2005 mira a conservare, presevare e aumentare il potere di acquisto delle famiglie».
«L'aumento del potere d'acquisto può diventare il motore che faccia aumentare la fiducia».
«Partiremo dalla ricerca di accordi con le grandi marche. Puntiamo ad allargare l'accordo con tutto il commercio».

Silvio Berlusconi, 17 settembre 2004





ci siamo vergognati sabato, 18 settembre 2004 alle ore 19:04 | commenti (1) | permalink

 

«Ho vissuto con disappunto e disagio i fatti dell'Olimpico, ma anche col pensiero che riusciamo a essere meglio. I nostri tifosi [quelli milanisti, ndr] sono entusiasti e appassionati, anche aggressivi: ma lo sono in termini di assoluta correttezza. Vogliamo mantenere questo primato nella correttezza, oltre che nella graduatoria di campionato».

Gabriele Albertini, Sindaco di Milano, durante la cerimonia di consegna delle chiavi della città ad Adriano Galliani (Vicepresidente del Milan), 17 settembre 2004

ci siamo vergognati sabato, 18 settembre 2004 alle ore 00:02 | commenti | permalink

 

«Siamo d'accordo sulla necessità di combattere il terrorismo ma nella lotta contro i terroristi penso ci voglia un equilibrio corretto per non allontanarsi dalle riforme democratiche o dal processo democratico».

Colin Powell, Segretario di Stato USA, a proposito delle riforme istituzionali prospettate in Russia

ci siamo vergognati mercoledì, 15 settembre 2004 alle ore 09:57 | commenti (3) | permalink

 

«l'Italia si trova in Iraq per aiutare gli iracheni. Quando saranno loro a chiederci di andarcene saremo felici perche' sarà il momento della stabilità».
«Ogni giorno dagli iracheni abbiamo parole di ringraziamento: per la prima volta sono scesi in piazza donne e bambini per chiedere la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, due giovane che si stavano occupando dei più deboli. I sequestratori devono capire che quelle ragazze erano li' solo per fare del bene».
«Non abbiamo giudicato gli amici spagnoli che hanno deciso di lasciare l'Iraq, non lo faremo neanche con i filippini. Rispettiamo la scelta di questi paesi che sono liberi e democratici».

Franco Frattini, Ministro degli esteri, Abu Dhabi, 14 settembre 2004



ci siamo vergognati mercoledì, 15 settembre 2004 alle ore 07:48 | commenti (4) | permalink

 

«Un confronto che deve partire, però, dai valori e dalla chiara appartenenza ad un’identità italiana e cristiana, che invece molti tendono a disarticolare, dal punto di vista letteriario, storico e artistico, facendo dimenticare le nostre radici».

on. Fabio Garagnani (Forza Italia), a proposito della riforma dell'istruzione, Bologna, 13 settembre 2004

ci siamo vergognati mercoledì, 15 settembre 2004 alle ore 07:47 | commenti (2) | permalink

 

«La legge Bossi-Fini ha dimostrato di essere una ottima legge, sia per i suoi principi ispiratori sia per i risultati che ha consentito di ottenere. Se questa buona legge ha permesso di conseguire fino ad oggi degli innegabili risultati positivi ciò lo si deve incontestabilmente a questo governo nel suo insieme, e in particolare al comportamento efficace, saggio e misurato del Ministro degli Interni, Pisanu».

Sandro Bondi, Coordinatore nazionale di Forza Italia, 13 settembre 2004

ci siamo vergognati mercoledì, 15 settembre 2004 alle ore 07:46 | commenti | permalink

 

«In questa legislatura abbiamo raggiunto un primo risultato certo. Rispetto a chi ci ha preceduto, abbiamo assicurato stabilità al Paese. Si tratta di un risultato che non si verificava da decenni».
«Sono qui per inaugurare la Fiera. È la quarta volta consecutiva che partecipo a questo appuntamento, la quinta se si tiene conto di quando sono venuto nel '94. Ho raggiunto un primato che spero di migliorare. Non lo dico per una semplice soddisfazione di natura sportiva ma perché in questi tre anni abbiamo garantito stabilità al Paese».
«Continueremo a lavorare per arrivare a fine legislatura e dimostrare con i fatti che abbiamo pienamente realizzato il nostro programma, il nostro sarà l'unico governo nella storia della repubblica ad aver mantenuto le promesse elettorali».

«Il nuovo corso in politica estera ci ha permesso di recuperare credibilità al nostro paese che adesso è diventato affidabile sul piano internazionale»

La Finanziaria 2005: «Si tratta di una manovra che si basa sulla fiducia e l'ottimismo. Rappresenta un progetto articolato per il rilancio dell'economia».
«La riduzione fiscale è la leva fondamentale della nostra politica di sviluppo e non solo un mio puntiglio personale, un puntiglio del presidente del Consiglio. I sei miliardi di euro necessari a questa operazione saranno recuperati controllando la spesa, quindi senza aumentare il deficit. L'obiettivo sarà quello di far crescere gli introiti fiscali grazie all'attivazione di
un circuito virtuoso che porterà ad una maggiore occupazione e a nuovi redditi».
«si ridurrà l'evasione fiscale».
«Per ridurre le tasse non taglieremo le spese correnti. Non sono previsti tagli, né stangate».
«Mente due volte chi dice che ridurremo le tasse ai ricchi tagliando le risorse ai poveri. In realtà saremo in grado di ridurre le tasse eliminando gli sprechi e risparmiando sulla spesa, garantendo comunque tutti i servizi e senza incidere sul deficit».
«Nessun taglio, quindi alla spesa sociale e, soprattutto, nessun ricorso ad un aumento del deficit».

il costo «sarà interamente coperto senza tagli alle spese correnti ma con il controllo che queste non crescano più dell'inflazione e con l'individuazione e l'eliminazione degli sprechi».
la riforma fiscale vale «in termini di crescita più di un punto del pil e, quindi, nel 2005 potremmo crescere, anziche del 2% del 3%».
«rispetto a quanto fatto da chi ci ha preceduto, noi abbiamo diminuito le tasse per 28 milioni di italiani. Con noi le tasse non sono aumentate»

«Siamo il governo che ha fatto di più per gli imprenditori e le imprese rispetto a tutti gli altri governi precedenti»

«Non intendiamo realizzare il federalismo perché ce lo chiede un alleato, ma perché fa parte del nostro programma e siamo convinti che porterà alla riduzione della spesa pubblica e che non ha niente a che fare con il federalismo voluto dal centrosinistra»
la riforma federale che ha creato «veri e propri danni è stata quella approvata dal centrosinistra».
«Sul turismo abbiamo fatto passi indietro (...) il turismo non è più materia del governo centrale, ma è stato affidato alle regioni. Si avverte la necessità di un intervento centralizzato per invitare gli stranieri a venire nel nostro paese. Il problema è sul tavolo del governo e la settimana prossima troveremo una soluzione».

Silvio Berlusconi, durante il discorso di inaugurazione della Fiera del Levante a Bari, 11 settembre 2004













ci siamo vergognati domenica, 12 settembre 2004 alle ore 18:36 | commenti (20) | permalink

 

«A Romano dico: ti abbiamo scelto per guidarci. Siamo e saremo leali con te, ed esigiamo da te lo stesso rispetto e la stessa lealtà»

Francesco Rutelli, leader della Margherita, 11 settembre 2004

ci siamo vergognati domenica, 12 settembre 2004 alle ore 10:25 | commenti (4) | permalink

 

«Dovremmo andar via dall'Iraq lasciando lì una democrazia e non un regime terrorista. Lasceremo l'Iraq solo quando ci sarà una democrazia».

Rocco Buttiglione, Commissario europeo, 9 settembre 2004

ci siamo vergognati sabato, 11 settembre 2004 alle ore 10:05 | commenti (5) | permalink

 

«La pianta della rinascita democratica comincia appena a mettere radici in Iraq. Perciò dobbiamo resistere, non desistere. Quel popolo non può essere abbandonato nel momento cruciale».
«La missione del nostro contingente non è cambiata. Era e resta una missione di pace, con compiti umanitari».
«Non lasceremo l'Iraq. Del resto, la situazione a Nassiriya non è affatto peggiorata».

Il governo «non lascerà nulla di intentato per gli ostaggi».

Antonio Martino, Ministro della difesa, 9 settembre 2004




ci siamo vergognati sabato, 11 settembre 2004 alle ore 10:04 | commenti (1) | permalink

 

«Il povero Baldoni è stato assassinato immediatamente dopo il sequestro. Per questo non c'è stato nulla da fare».
«Baldoni è stato ucciso un paio di giorni dopo il sequestro».
«Non commento questa vicenda [l'omicidio di Baldoni]. Ho detto una cosa che non avrei dovuto dire».

Antonio Martino, ministro della difesa, Cernobbio, 4 settembre 2004 (la prima affermazione è della mattina, le altre del pomeriggio)



ci siamo vergognati giovedì, 09 settembre 2004 alle ore 01:38 | commenti (9) | permalink

 

«Perché non vi incontrate con Osama Bin Laden, non lo invitate per colloqui a Bruxelles o alla Casa bianca, chiedendogli cosa vuole e accontentandolo, in modo che vi lasci in pace?»
«Pensate che ci si possa porre dei limiti quando si ha a che fare con questi bastardi? ma perché noi dovremmo trattare con degli assassini di bambini?»

Vladimir Putin, ai giornalisti stranieri che gli chiedevano notizie della strage in Ossezia, 7 settembre 2004


ci siamo vergognati giovedì, 09 settembre 2004 alle ore 01:27 | commenti (8) | permalink

 

«È la prima volta che i bravi ragazzi della resistenza irachena mettono le mani su carni femminili, e il destino (che non è cieco, anzi ci vede benissimo) ha voluto che fossero carni nostre, italiane. Due ragazze, Simona Torretta e Simona Pari, entrambe meno di trenta anni, di Roma e di Rimini. Due brave ragazze buone dentro e generose di fatto. Questo bisogna riconoscerlo. Tuttavia, sincerità per sincerità, se fossero state mie figlie le avrei prese a schiaffi. Cosa ci andate a fare a Bagdad, a convincere quella gente che la vita è bella nonostante i guai? Ma fatemi il piacere. Non muovetevi da casa altrimenti... Altrimenti un corno. Sono partite per la missione più pericolosa del mondo. La testa imbottita di ottime intenzioni e di luoghi comuni pacifisti e noglobalisti. Sicuramente in buona fede, mosse da sacro fuoco, desiderose di aiutare il prossimo eccetera. Ma perdio quanta stupidità, quanto infantilismo, quanta ingenuità. Ce ne hanno dette di tutti i colori per le critiche a Baldoni, piombato nel deserto alla ricerca di emozioni e brividi. Figuriamoci ora che esprimiamo giudizi su due fanciulle scriteriate nel loro bisogno di assistere l'umanità ferita e sgarrupata del vicino Oriente. Pazienza. Becchiamoci le lezioni moraleggianti che ci spettano in questa triste circostanza. Preferiamo comunque strali nella schiena piuttosto che abbandonarci all'ipocrisia dilagante nel nostro quanto in altri Paesi illusi di poter raddrizzare le gambe dei cani».

Vittorio Feltri, editoriale dal titolo «Vittime dei pacifisti», Libero, 8 settembre 2004

ci siamo vergognati mercoledì, 08 settembre 2004 alle ore 18:21 | commenti (45) | permalink

 

«It's absolutely essential that eight weeks from today, on Nov. 2, we make the right choice, because if we make the wrong choice then the danger is that we'll get hit again and we'll be hit in a way that will be devastating from the standpoint of the United States. If Kerry were elected president the nation would risk falling back into a "pre-9/11 mind-set».

Dick Cheney, Vice Presidente degli Stati Uniti, 7 settembre 2004. Cheney sostiene che se Kerry venisse eletto Presidente gli Stati Uniti subirebbero certamente un nuovo 11 settembre

ci siamo vergognati mercoledì, 08 settembre 2004 alle ore 16:39 | commenti (3) | permalink

 

«Vittime dei pacifisti. Le due italiane rapite a Bagdad ingannate da chi sostiene che l'islam è buono».

Prima pagina di Libero, 8 settembre 2004

ci siamo vergognati mercoledì, 08 settembre 2004 alle ore 15:56 | commenti (7) | permalink

 

«Non mi interesso della vita sessuale degli italiani».

Girolamo Sirchia, Ministro della salute, conferenza stampa sul bambino salvato da trapianto di cellule staminali, 6 settembre 2004

ci siamo vergognati mercoledì, 08 settembre 2004 alle ore 09:55 | commenti (3) | permalink

 

«Talvolta il lupo si traveste da agnello ma resta sempre lupo e quindi l'Islam cosiddetto moderato, deve dimostrare di aver perso dopo il pelo anche il vizio. Personalmente credo poco alla possibilità di un Islam moderato vista la violenza che trasuda dalle sacre scritture a cui si ispira».

Roberto Calderoli, Ministro per le Riforme, 5 settembre 2004

ci siamo vergognati martedì, 07 settembre 2004 alle ore 15:12 | commenti (7) | permalink

 

«Non pensate che George Bush sia il tipo che chiede il permesso alla Nazioni Unite per intervenire con la forza quando sono in gioco gli interessi e la difesa del popolo americano. George Bush non chiede il permesso a nessuno».

Dick Cheney, Vice Presidente degli Stati Uniti, Convenzione Repubblicana, 2 settembre 2004

ci siamo vergognati domenica, 05 settembre 2004 alle ore 19:20 | commenti (8) | permalink

 

«[Mi chiedo come]Mastella riesca a stare con Bertinotti e con i no global, gente anche pericolosa per l'ordine pubblico, come si è visto ad Acerra».

Maurizio Gasparri, Ministro per le comunicazioni, 3 settembre 2004

ci siamo vergognati venerdì, 03 settembre 2004 alle ore 22:00 | commenti (3) | permalink

 

«Nessun presidente vuole andare in guerra, ma George W.Bush sapeva che la sicurezza dell'America e del mondo dipendevano da questo».

Laura Bush alla Convention Repubblicana, 31 agosto 2004

ci siamo vergognati mercoledì, 01 settembre 2004 alle ore 19:36 | commenti (10) | permalink